Singer C430: il nostro è vero amore

Singer C430: il nostro è vero amore

Io e la Singer C430 facciamo coppia ormai da tre mesi. Mi sembra sia passato abbastanza tempo per potervi svelare tutte le caratteristiche migliori di questa macchina da cucire elettronica!

E’ computerizzata

La prima fondamentale differenza fra la nuova Singer C430 e la mia vecchia (ma fedele amica) Singer Tradition 2282, sta nel fatto che questa è una macchina da cucire computerizzata. Ha uno schermo LCD con guida per assistenza alla cucitura che mostra il punto in azione, larghezza e lunghezza selezionati, piedino raccomandato e molto altro! Con il tasto start/stop si può cucire senza utilizzare il pedale ed è utilissimo soprattutto durante i workshop di cucito creativo per i bambini: a volte sono così piccoli da non arrivare con i piedi al pedale! Ma oltre al pedale ed al tasto start/stop, per avviare la cucitura, troverete sulla destra la manopola per cucitura a mano.

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La barra per il controllo della velocità è fondamentale quando si cuce senza pedale. L’andamento può, però, anche essere rallentato dal tasto tondo centrale che funge anche da Ago Su-Giù. In pratica, potreste non utilizzare mai la manopola laterale quando siete in prossimità di un angolo. Alla sinistra di questo tasto, troviamo la marcia indietro che uso sempre all’inizio ed alla fine di ogni cucitura per fermare il punto. Ultimo tasto a destra, il mio preferito, il tagliafilo! Posso dirvi che è una di quelle funzioni che più ho apprezzato.

Infila ago automatico e porta bobine con coperchio

Preparare la macchina da cucire alla cucitura non è mai stato così semplice. Nella scatola, ho trovato la Quick Guide che illustra come riempire la bobina inferiore e come infilare la macchina. Con l’infila ago automatico è un attimo, le mie nonne impazzirebbero! In più, grazie alla bobina inferiore a vista, saprai sempre quando il filo sta per finire, evitando così che succeda a 5 cm dalla fine del tuo progetto! Anche a voi è capitato, vero?

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Puoi cucire a braccio libero

Il piano d’appoggio è estraibile, utile per cucire maniche o pantaloni. Nascosta, si trova la leva abbassa griffe: quei dentini che accompagnano il tessuto indietro ad ogni punto. Quando abbassare le griffe? Potrebbe essere necessario per cucire bottoni o per il free motion.

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E’ robusta, ma puoi portare la Singer con te

Questa macchina da cucire è proprio forte! Ha un telaio in metallo che la rende robusta e molto durevole. Potrai, comunque, spostarla facilmente dal piano di lavoro grazie alla maniglia. Se organizzerete una giornata di cucito con le amiche, farete un figurone!

Ciao, posso cucire 810 punti diversi

Due pulsanti indicano la scelta del tipo di punto: base o decorativo. Scriverò dei post dedicati ai vari punti. Per adesso immaginate che posso cucirne 810 diversi, fra cui anche punti elasticizzati, 13 asole in un solo passaggio e, fra i punti decorativi, anche 5 tipi di carattere per cucire lettere e monogrammi. I punti possono anche combinarsi alle lettere per infinite possibilità di personalizzazione.

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Gli accessori inclusi

C’è un cassetto delle meraviglie con numerosi accessori inclusi, da tenere sempre a portata di mano. Cinque piedini: piedino multiuso, piedino per cerniere, piedino per orlo invisibile, piedino per punti pieni, piedino per asole. Due ferma rocchetti: grande e piccolo. Poi anche, spoletta ausiliaria e rondella di feltro, aghi, bobine (classe 15), cacciavite per placca ago, taglia asole / spazzolino

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Le istruzioni sono online

Se siete interessate a scoprire di più sulla mia nuova Singer C430, vi consiglio di dare un’occhiata al manuale di istruzioni che si scarica online a questo link.

Sognare una macchina da cucire

Sognare una macchina da cucire

Di recente ho letto un nuovo libro di Bianca Pitzorno: Il sogno della macchina da cucire, un romanzo ambientato nei primi del Novecento che racconta la storia di una sartina a giornata e della sua macchina da cucire a manovella. Mi ha molto colpito il valore che questo strumento aveva per la protagonista e per quell’epoca: oltre ad essere fonte di sostentamento, era simbolo di libertà. Così, ho pensato di chiedere a Daniela, la proprietaria di Cuciricuci (il negozio in cui tengo tutti i miei workshop di cucito creativo) come è cambiato il ruolo della macchina da cucire negli ultimi trent’anni. Lei è cresciuta attorniata da macchine da cucire, aghi e filo ed è in questo settore che lavora da sempre.

Il regalo della sposa

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Il retrobottega del negozio di Daniela è un posto magico. Prima dei workshop, mi perdo ad osservare le macchine da cucire lì in attesa di essere riparate. Ce ne sono sempre di tutti i modelli e colori e ce ne sono alcune molto vissute. Daniela mi ha raccontato di tante signore che sono passate in negozio con delle macchine da cucire malmesse sostenendo di essere pronte a pagare qualsiasi prezzo pur di ripararle. La macchina da cucire è stata per molti anni il cuore della casa e della famiglia. Per chi poteva permettersi una tale spesa, era il regalo che la mamma o la nonna facevano alla sposa. Ma attenzione, non era il classico elettrodomestico. Possedere una macchina da cucire equivaleva ad avere un guadagno assicurato: qualsiasi orlo, riparazione, nuova creazione era un risparmio per la famiglia. Per non parlare poi di chi la utilizzava per lavorare in casa riuscendo a guadagnare qualcosa e nello stesso tempo a gestire casa e prole. In questi anni, la macchina da cucire racchiude in sé storie, ricordi e momenti speciali di condivisione fra le donne della famiglia. Non temete, Daniela continuerà sempre a riparare pezzi di cuore! Su Pinterest ho trovato una bacheca che ripercorre questi anni con le pubblicità Necchi.

“Faccio io, tu pensa a studiare”

Negli anni ’70 (anni di lotte e di conquiste per le donne), le mamme, molte delle quali abili nell’arte del cucito, hanno spinto la generazione successiva ad abbandonare qualsiasi forma di manualità. Se non lavorasse nel settore, nemmeno Daniela saprebbe come infilare una macchina da cucire. Si cercava di allontanare quelle conoscenze che avrebbero portato ad un guadagno immediato a discapito degli studi. Anche la mia mamma è cresciuta in questi anni, ma lei ha solo convogliato la creatività in altri mondi, come quello della scrittura e della carta.

Nuovo modello distributivo

Dalla fine degli anni 80, le vendite sono scese in picchiata. I negozi mono marca hanno chiuso e si è proseguita la distribuzione tramite rivenditori e nascenti centri commerciali. La macchina da cucire perde il suo valore, anche economico. Sia per l’apertura della produzione ad altri mercati che per l’utilizzo di nuovi materiali (sempre più plastica), il prezzo scende. Per non parlare poi del fatto che cucire non è più un’esigenza, i negozi di fast fashion sono ad ogni angolo e cucire è diventato un piacere per pochi. Ciò che più mi entusiasma, però, è la partecipazione dei bambini ai workshop di cucito creativo. Conoscono la macchina da cucire perché spesso è in casa della nonna e le mamme, quasi tutte estranee ad ago e filo, vengono attirate dal vortice di gioia che investe i figli.

Perché acquistare in un negozio di macchine da cucire?

I negozi di macchine da cucire, come Cuciricuci, hanno un valore inestimabile e sono tanti i motivi per cui penso questo:

  • qualsiasi acquisto sarà guidato da persone competenti che riusciranno a consigliare fra tante la macchina da cucire più vicina alle vostre esigenze;
  • l’assistenza post vendita è unica: puoi comprare una macchina da cucire anche se non sai nemmeno come si accende! Ci penserà Daniela ad insegnarti le basi del funzionamento
  • corsi di cucito e workshop: i negozi di macchine da cucire sono cambiati, hanno aperto le loro porte non soltanto per l’acquisto, diventando oggi luoghi di incontro fra persone che condividono la stessa passione.

Cucire è una gioia contagiosa, guardatevi intorno mentre passeggiate fra le vie della vostra città ed andate alla ricerca di un tesoro come Cuciricuci! Cucire è bello! Provateci! E chissà che per qualcuno non possa diventare un lavoro a tempo pieno…

Photo credit: Adolfo Felix