Asole con la macchina da cucire Singer C430

Asole con la macchina da cucire Singer C430

Scrivo questo post per convincervi, una volta per tutte, che cucire le asole con la macchina da cucire è semplicissimo. Soprattutto, con una macchina elettronica come la mia Singer C430. Nella sezione ARMADIO SOSTENIBILE del blog, trovate tanti (!) capi di abbigliamento che ho cucito nell’ultimo anno, ma noterete che solo l’ultimo, il Krissa Crop ha due occhielli. Anche io. le ho temute ed evitate come la peste. Ma, è arrivato il momento di affrontarle e soprattutto di parlarne insieme.

Il libretto di istruzioni della macchina per cucire

Sia che si tratti di una macchina da cucire elettronica che meccanica, all’interno del libretto di istruzioni trovate tutte le informazioni necessarie per cucire gli occhielli. Tutti i libretti delle macchine da cucire Singer sono disponibili sul sito e scaricabili in pdf. Ho il mio sempre a portata di mano sullo smartphone, ed è comodissimo! La mia macchina può cucire fino a 13 asole differenti. Eh già, a seconda del capo, del bottone o dello spessore del tessuto, gli occhielli variano.

Nei prossimi paragrafi, illustrerò le principali asole e farò riferimento ai punti della Singer C430, visualizzabili in anteprima sul display e selezionabili utilizzando le frecce.

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Asole standard

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  • 101. Occhiello con travetta (stretto) per tessuti leggeri e mediopesanti
  • 102. Occhiello con travetta (largo) per grossi bottoni
  • 103. Occhiello a goccia per tessuti pesanti
  • 104. Occhiello a goccia con costina trasversale
  • 105. Occhiello a goccia con costina trapezoidale

Asole arrotondate

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  • 106. Occhiello a estremità arrotondata (stretto) per tessuti leggeri e mediopesanti
  • 107. Occhiello a estremità arrotondata (largo) per grossi bottoni
  • 108. Occhiello arrotondato con costina trasversale
  • 109. Occhiello a estremità arrotondate, ideale per tessuti delicati

Asole decorative

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  • 110. Occhiello decorativo
  • 111. Occhiello stretch per tessuti elasticizzati
  • 112. Occhiello a punto croce, per tessuti a maglia

Preparati a cucire le asole

Il tessuto

Se devi cucire delle asole su un tessuto molto delicato o elasticizzato, è meglio rinforzarlo utilizzando una tela termoadesiva. Prima, fai una prova su uno scarto dello stesso tessuto. Segna poi la posizione delle asole sul capo con il marker che preferisci. Io, sui tessuti scuri, uso sempre la penna a gesso Prym che ha un tratto molto sottile.

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Cambia il piedino della macchina da cucire

Nel kit della tua macchina da cucire, troverai sicuramente il piedino per asole. Per regolarne l’ampiezza, posiziona il bottone sulla guida del piedino. Se il bottone non si adatta bene alla guida muovi la parte scorrevole per adattarla al diametro e allo spessore del bottone.

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Filo per cucire ed ago

Per cucire le asole, puoi usare un filo più spesso, perfetto anche per cuciture decorative o impunture. Nel caso, bisognerà adattare anche l’ago della macchina da cucire con uno più spesso da 100. Sapevate che gli aghi non si scelgono solo in base al tessuto ma anche in base al filo? Le asole possono essere decorative: volendo si possono realizzare in un colore a contrasto rispetto al tessuto. La densità dei bordi dell’occhiello può essere regolata con il controllo per la lunghezza del punto. Io ho cucito con il Cucitutto di Gütermann.

Pronti, partenza, via!

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Fai attenzione che il filo passi all’interno del piedino. Abbassa la leva dell’occhiello e spingi indietro il telaio del piedino. Si parte! A questo punto, sei pronta per realizzare asole uguali una dietro l’altra. La mia macchina da cucire fa tutto da sola, sarà per questo che voglio mettermi subito a cucire camicie su camicie?! Premo il tasto start e, quando avrà finito, si fermerà da sola. Io dovrò solo tagliare il filo, con il tasto automatico. Un sogno!

Usa il taglia asole

Per la prima volta, lo scucirino ha svolto il compito per cui è stato creato: tagliare le asole! Ho posizionato uno spillo in prossimità della fine dell’occhiello per evitare di far danni.

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Sorfila

Ultimissimo step, per degli occhielli perfetti: taglia i fili in eccesso ed applica una colla per sorfilo per far si che non si sfilaccino.

Vi auguro di cucire centinaia di asole!

Finta pelle: gli accessori per cucirla

Finta pelle: gli accessori per cucirla

Ecopelle e finta pelle

La finta pelle è un materiale molto versatile. Ti permette di dare corposità a borse ed accessori ed è fantastico l’effetto che si crea combinandola con tessuti diversi come il cotone, per esempio. Solitamente, chiamiamo “ecopelle” la finta pelle, ma è un errore. La prima, infatti, è vero cuoio ma a ridotto impatto ambientale, per via dei processi di produzione regolati dalla UNI 11427:2011. La finta pelle è invece completamente plastica: su un tessuto, naturale o sintetico, viene spalmato del materiale polimerico di origine petrolchimica. Io, per i workshop e per alcune mie creazioni, utilizzo la finta pelle che acquisto da Giesse Scampoli.

Prima cosa: sostituire l’ago

Quando si cuce, è importantissimo abbinare aghi e tessuti da lavorare a macchina. Per pigrizia, ammetto che all’inizio cucivo sempre con un ago universale 80/90 per tessuti generici, ma da quando sono più attenta al cambio ago mi accorgo di fare meno pasticci (punti saltati, filo che si spezza, ago che si rompe,ecc)! Gli aghi per pelle sono più robusti e resistenti rispetto agli altri aghi. Hanno una punta dalla forma triangolare che permette di forare il tessuto senza però strapparlo.

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Partiamo con il piedino giusto

Essendo un materiale “plasticoso”, il primo problema che ho riscontrato cucendo la finta pelle è che la mia macchina da cucire non riesce, nella sua dotazione base, a farla scorrere agevolmente. Considerate che al momento ho una macchina da cucire super super base e meccanica e il piedino standard non è certamente quello ideale per la lavorazione di materiali non tessuti come la finta pelle o la tela cerata.

Il doppio trasporto e il piedino in teflon

Questo disagio non si verificherebbe nel caso di una macchina da cucire con doppio trasporto: dietro al piedino c’è un sistema che si muove insieme alle griffe inferiori, cioè ai dentini che troviamo nascosti sotto la piastra, per intenderci. Grazie al doppio trasporto, i tessuti vengono appunto trasportati dall’alto e dal basso nello stesso istante e in maniera uniforme. Questo sistema è molto utile soprattutto se si cuciono insieme materiali differenti perché i due strati si muovono insieme senza spostarsi. Chi non può dotarsi di una macchina da cucire a doppio trasporto, può però lavorare la finta pelle con un piedino in teflon, come quello che vedete in foto. Il piedino permetterà al materiale di scorrere facilmente e non si creeranno grinze. Inoltre potrete utilizzarlo anche per altri materiali difficili come la gommapiuma e la ciniglia.

Punto e filo

Quando cucio la finta pelle, preferisco utilizzare un punto largo; un punto troppo stretto potrebbe lacerare il materiale o creare delle antiestetiche grinze. Per quanto riguarda invece il filo, sono un’affezionata del 100% poliestere, anche quando creo con tessuto di cotone.

Diamoci un taglio

La fase più divertente e soddisfacente quando scelgo di realizzare un qualcosa in finta pelle è il momento del taglio. Solitamente mi serve tagliare linee rette, cucendo per lo più pochette o borse, quindi la scelta migliore è per me sempre il cutter a rotella che va comunque utilizzato con un piano di taglio.

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Prepararsi a cucire a macchina

Ultima accortezza, dopo di che voglio vedervi tutte all’opera!, è scegliere bene gli accessori che ci accompagneranno nell’ultima fase della progettazione della nostra creazione. Se per il cotone possiamo tranquillamente fissare il lavoro con gli spilli e poi andare a cucirci sopra, lo stesso non si può dire quando abbiamo tra le mani della finta pelle, ecopelle, pelle o tessuti impermeabili rivestiti. Gli aghi lascerebbero dei fori permanenti. Sui tessuti di cotone o maglia, invece, non succede…pensate alla miriade di aghi che trovate quando acquistate una camicia da uomo! Io consiglio di utilizzare delle pinzette, per evitare di lasciare segni.

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Spero che questi consigli siano utili, soprattutto alle principianti e a chi vede la finta pelle come un materiale impossibile da cucire con una macchina da cucire basica.

Perché non provare  con un progetto semplice come il segnalibro in ecopelle? Trovi qui il tutorial passo dopo passo!

Il paese dei balocchi si chiama The Color Soup

Il paese dei balocchi si chiama The Color Soup

Immaginate di poter realizzare dei capi o degli accessori unici, con dei tessuti che abbiano un pattern che vi identifichi completamente, magari disegnato proprio da voi, di quella sfumatura di colori che mai siete riuscite a trovare in commercio. Tutto questo può diventare realtà, grazie a The Color Soup!

Un’azienda dal cuore giovane che ha voglia di fare rete

tessuti the color soup

La prima cosa che mi ha davvero colpita di questa realtà è che dietro ci sono menti giovani molto, molto preparate. E non solo, è proprio la passione e l’entusiasmo che ci hanno trasmesso ad aver reso la nostra visita ancora più piacevole. E’nel 2015, che il Gruppo Miroglio, per avvicinarsi a creative, amanti del cucito e grafici ha scelto di investire in un progetto capace di fornire tessuti personalizzati di alta qualità ma alla portata di tutti. La stampa digitale permette la realizzazione anche di un solo metro di stoffa. Sul sito si ha la possibilità di scegliere fra un numero infinito di stampe bellissime, molte delle quali di graphic designer emergenti. In alternativa, si può effettuare l’upload di un proprio disegno. Un connubio perfetto fra creatività, tecnologia e voglia di fare rete. Questa è l’aria che si respira soprattutto nella sezione blog del loro sito, che raccoglie delle interviste a creative che hanno scelto The Color Soup per i loro capolavori.

La visita dello stabilimento Miroglio Textile

Lo scorso mese, insieme al Torino Craft Collective, sono andata a visitare lo stabilimento tessile Miroglio Textile di Govone (CN) dove vengono stampati i tessuti di The Color Soup. Ero davvero emozionata all’idea di tuffarmi fra kilometri di stoffa. Ad accoglierci, il team al completo: Samuele, Elena e Daniela ci hanno sapientemente guidate in un tour appassionante. Partendo da bobine giganti di tessuto, abbiamo seguito la lavorazione passando dalla faldatura, alla stampa, al lavaggio, alla fase di termofissaggio. Ho scoperto che per ciascuno dei tessuti grezzi esiste una vera e propria ricetta sia per quanto riguarda la preparazione alla stampa che per il lavaggio e finissaggio del colore! Samuele, ci ha anche raccontato la storia delle stampanti digitali per tessuti che sono passate dalla lavorazione di 5 metri all’ora nel 2000, a 5000 metri all’ora oggi. Un’altra cosa interessante è che il tessuto ordinato sul sito Thecolorsoup (anche se si tratta di 1 metro) segue lo stesso flusso di lavorazione dei tessuti ordinati dai grandi player come Zara, Nike ecc.

Shopping nelle Langhe

tessuti miroglio

Una giornata tanto gioiosa non poteva non concludersi con dello shopping selvaggio!!! Se vi trovate in zona, vi consiglio di fare un salto al negozio di tessuti. Noi abbiamo impiegato più di un’ora a rotolarci fra scampoli stupendi e di qualità.

Vorrei tanto ringraziare Elena per la sua disponibilità e gentilezza e fare i complimenti a tutto il team! State andando alla grande!

Io e il mini ferro da stiro a vapore

Io e il mini ferro da stiro a vapore

Per la rubrica “Il cucito e i suoi accessori”, oggi vi parlerò del mini ferro da stiro a vapore Prym. Si sa che nel cucito chi ben stira è a metà dell’opera. Personalmente, durante la realizzazione di un accessorio, dedico molto più tempo a stirare che a cucire.

Il problema dello spazio

Sogno di avere una stanza completamente dedicata al cucito. Una stanza con un tavolo dedicato al taglio, uno alle macchine da cucire, uno alle spedizioni. Uno di quegli spazi che trovi solo su Pinterest, insomma. Purtroppo, per adesso, devo accontentarmi di un angolino in camera da letto. Ciò vuol dire che non c’è proprio spazio per una zona stiro fissa. Sapete bene che, anche mentre si lavora su un singolo progetto, bisogna tornare all’asse da stiro più volte, per fissare o per preparare a cucire i vari passaggi. Io sono una di quelle a cui stirare piace, mi rilassa proprio! Ma stirare per prepararmi a cucire è scomodissimo, anzi, lo era, perché significava spostarmi in soggiorno dove ho un po’ più spazio per posizionare (temporaneamente) l’asse e il ferro da stiro. Per evitare questo vai e vieni, ho spesso rinunciato a stirare alcuni passaggi, rischiando di compromettere l’intero progetto. La soluzione è il piccolo ferro da stiro a vapore Prym!

Chi trova un mini ferro da stiro trova un tesoro

Da quando l’ho scoperto, il ferro da stiro è sempre al mio fianco. Mi tiene compagnia accanto alla macchina da cucire. E’ maneggevole e finalmente riesco a cucire e stirare restando nella stessa posizione! Date le ridotte dimensioni, è anche un fedele compagno di viaggio. Nella confezione si trova anche un sacchetto con coulisse ideale per il trasporto. In più, la sua ergonomia permette di avvolgere il filo robusto tutto attorno all’impugnatura e anche di bloccarne l’estremità per evitare che si srotoli.

Piccolo, ma va come un treno…a vapore

Il ferro da stiro Prym misura circa 13×7 cm ed è a vapore! Oltre alla custodia in tessuto, ho trovato nella confezione anche un misurino per dosare l’acqua. Ci sono due finestrelle trasparenti nella parte superiore che indicano il livello massimo dell’acqua. La sua potenza è regolabile a 110 o 220 volt. Riesce a raggiungere piccoli spazi grazie alla sua punta, rendendolo così un ferro da stiro ideale per lavori di patchwork o cucito creativo da stirare al volo.

Voi come vi organizzare fra stirare e cucire? Qual è la vostra soluzione? Tra di voi c’è qualche fortunata che ha una postazione da stiro fissa o arrancate come me in pochi metri quadrati? E tu, che hai una stanza come quelle che si trovano su Pinterest, se stai leggendo ti prego invitami a prendere un tè!

Sai cos’è un forma angoli?

Sai cos’è un forma angoli?

Mi sembra quasi ripetitivo iniziare i post della rubrica “Il cucito e i suoi accessori” raccontando di come questi abbiano migliorato il mio lavoro come rocchettiepois. Eppure è tutto vero, e l’obiettivo che mi sono prefissata è proprio questo: svelarvi i miei “dietro le quinte” e darvi qualche consiglio su articoli poco o per nulla pubblicizzati, ma molto molto utili, indispensabili direi. Come il forma angoli. Siamo già alla terza puntata! Se ve le siete perse, trovate le prime due qui (Bottoni automatici in plastica) e qui (Puntaspilli magnetico).
Spero siano per voi delle letture utili e piacevoli, poi fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti!

Ma perché è così importante?

L’accessorio di questo post non credevo esistesse fino a un anno fa. Ma era ben presente nei miei sogni! Lo utilizzo in pratica per tutte le mie creazioni, soprattutto per portachiavi, portacellulari e tutto ciò che, cucito al rovescio, va infine rivoltato. Gli angoli, ammettiamolo, sono una bella spina nel fianco. Un bell’angolo fa la differenza fra un lavoro ben fatto e uno in apparenza fatto alla svelta. Ma purtroppo non dipende solo da come questi vengono cuciti, non importa se prima di rivoltare il lavoro accenniamo dei taglietti in prossimità degli angoli…bisogna spingere bene in fuori. Ma attenzione a come lo facciamo!

Non solo forma angoli

Prima di acquistarlo ne ho provate un po’, come al solito. Sono partita dalle forbici (vi lascio immaginare quanti danni abbia fatto!) e ho continuato con penne, bacchette cinesi, uncinetti, cacciavite…, insomma le ho provate tutte prima di scoprire che il forma angoli esistesse e che fosse persino a pois! Ha un lato arrotondato più largo per le cuciture tonde che può essere anche usato per aprire le cuciture prima di passare alla fase di stiratura. La parte opposta, invece, è perfetta per gli angoli retti ed è a punta. È in plastica in modo da non danneggiare cuciture e bucare i tessuti, cosa che mi è spesso successa quando utilizzavo oggetti metallici appuntiti. In più, potete anche utilizzarlo per schiacciare i bordi prima di cucire tessuti leggeri e cotoni, nel caso in cui stirare proprio non vi piaccia.

Chi di voi utilizza già un forma angoli? Siete anche voi, come me, perdutamente innamorate di questo prezioso attrezzo?

Come attaccare i bottoni automatici in plastica

Come attaccare i bottoni automatici in plastica

Utilizzo la pinza Prym Vario e i bottoni automatici in plastica ormai da un paio d’anni, da quando ho lanciato sullo shop  portachiavi, portaocchiali e portacellulari. La loro scoperta rappresenta un momento molto importante per gli accessori rocchettiepois, perché mi ha permesso di alternare un po’ l’uso della cerniera come metodo di chiusura e sviluppare nuovi progetti meno standard.
Ho notato lo stesso entusiasmo negli occhi delle partecipanti ai Corsi di Cucito creativo  che tengo da Cuciricuci, quando per la prima volta hanno preso in mano pinza e punteruolo. Eh già, un punteruolo! Ma non temete, vi spiego dopo perché vi servirà anche un punteruolo.

Come tutto è iniziato…

Prima di acquistare la pinza Prym ho utilizzato per un po’ una pinza acquistata su Ebay insieme a un kit che includeva alcuni bottoni colorati. Per i primi giorni è andata bene, finché la pinza ha iniziato ogni tanto a crepare qualche bottone o a non chiuderlo perfettamente, talvolta qualcuno si è rotto dopo l’uso.
Ho rischiato acquistando un prodotto low cost e di importazione, e ho pagato con una recensione a 4 stelle (l’unica un po’ negativa, leggete qui) su Etsy, perché il bottone automatico si è rotto dopo pochi giorni di utilizzo. Da quel momento ho buttato tutto, bottoni e pinza inclusi, e sono corsa ai ripari! La pinza Prym Vario che ho acquistato quel giorno mi tiene ancora compagnia e fa il suo lavoro come il primo giorno. Col tempo ho compreso quanto sia importante circondarci di strumenti professionali e di qualità, soprattutto essendo piccole realtà che vivono di recensioni e passaparola.

Che funzioni ha la pinza Prym Vario?

Passiamo adesso dai miei disastri ed esperienze vissute ad alcune informazioni un po’ più tecniche. In commercio trovate al momento due pinze Prym Vario: una blu e una verde menta della collezione Prym Love. In entrambe è compreso un mini kit di accessori che permettono di attaccare i bottoni automatici in plastica chiamati “Color Snaps”, oltre a tutta una serie di rivetti e bottoncini in metallo. Trovate qui  un video molto utile.

Attacchiamo insieme i bottoni automatici in plastica!

Per utilizzare la pinza con i bottoncini Color Snaps basterà:
1) segnare con un gessetto il punto in cui attaccheremo le due parti del bottone;

Gesso cucito
2) fare due fori con il punteruolo appoggiandovi su un piano antitaglio.
Ho provato, i primi tempi, ad utilizzare delle forbici per forare la stoffa/ovatta da un parte all’altra e inserire il chiodino, ma sono accadute due catastrofi (molte volte contemporaneamente):
– mi sono tagliata (uso forbici di qualità e le mie dita lo sanno!)
– ho forato troppo la stoffa (danno irreparabile = tempo perso).

3) Inserire nel primo foro superiore il chiodino e la sua parte complementare.

bottoni in plastica
4) E’ il momento di usare la pinza! Appoggiare il chiodino nella parte della pinza che ha la sua forma e chiudere con forza in modo da riuscire ad appiattirlo.

bottoni automatici prym

5) Ripetere l’operazione sul foro inferiore e i due bottoncini si chiuderanno perfettamente con un click.

bottoni automatici

Facile no? Con questa tecnica di chiusura potrete sbizzarrirvi a creare! Io vi aiuterò con un tutorial molto facile che potrete leggerete tra un paio di settimane su questo blog. Quindi continuate a seguirmi!