Tutorial: segnalibro ricamato con nome

Tutorial: segnalibro ricamato con nome

Pensavate che avessi smesso di raccontarvi del mio matrimonio, vero? E invece no! Vi presenterò due progetti molto sfiziosi che ho realizzato per gli ospiti. Il primo è un segnalibro con nome ricamato utilizzato come segnaposto nei tavoli della cena. Gli invitati sono rimasti stupiti da questo cadeaux fatto a mano e personalizzato.

La stampa ed il tessuto

Per realizzare i segnalibri, ho scelto di stampare un tessuto di puro lino di The Color Soup. Della parte grafica si è occupata Silvia di Illumino Home Ideas: ha riportato sui singoli segnalibri gli elementi grafici utilizzati per partecipazioni, menù, tag bomboniere. La stampa digitale di TCS è water free a pigmento. Nel 2022 si sono posti l’obiettivo di fornirci tessuti sempre più sostenibili: non vengono più usati inchiostri reattivi, ma a pigmento, per non generare acque reflue. Altro vantaggio: le pezze di greggio non dovranno essere preparate per ricevere inchiostro e tramite un piccolo forno inglobato alla macchina da stampa il pigmento si fisserà al tessuto. Fantastico, no?

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La Singer EM9305

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Per ricamare a macchina serve una ricamatrice. Quella che ho utilizzato per i segnalibri è la Singer EM9305: con schermo touch a colori da 3.5”Per me, era la prima volta con una ricamatrice. Ricamare è stato semplice ed intuitivo. Il risultato sempre perfetto, una volta fatte le prime prove.

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Come filato, ho invece cucito tutto con il classico Cucitutto di Gütermann, mio alleato fedele, anche per il ricamo.

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Nella ricamatrice abbiamo inizialmente impostato una cornice di guida che poi abbiamo scucito. Dopo i primi tentativi, però, questo contorno non è più stato necessario. Super consigliato per capire se il ricamo che si vuole fare ci starà all’interno dello spazio desiderato.

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Perché dico abbiamo? Perché Daniela di Cuciricuci mi ha aiutata a realizzarli!

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Assemblare i segnalibri

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Ricamare non è stata la parte più impegnativa del progetto, anzi. La Singer EM9305 ha praticamente fatto tutto da sola! Dopo aver finito con i ricami, ho ritagliato le strisce una per una utilizzando il cutter. Ogni striscia di tessuto è lunga il doppio del segnalibro in modo da coprire il retro del ricamo.

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A questo punto, i segnalibri avevano bisogno di un po’ di coesione. Per cui, ho applicato una colla spray per tessuti di Prym.

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Ho poi stirato i segnalibri in modo che la colla aderisse.

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Rifinire i segnalibri

Ultimo step! Per rifinire i segnalibri ho utilizzato uno zig zag molto stretto tono su tono rispetto al lino.

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L’atmosfera era davvero suggestiva ed il segnalibro è stato più che apprezzato!

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Tutorial: portacellulare in vera pelle

Tutorial: portacellulare in vera pelle

Tornano i tutorial con la vera pelle di La Garzarara! Vi sono mancati? Oggi cuciamo insieme un accessorio colorato e molto pratico: un portacellulare con taschino davanti perfetto per la carta di credito o qualche spicciolo. Non so voi, ma sempre più spesso per fare delle passeggiate o commissioni veloci ho voglia di uscire di casa leggera e portare con me solo l’essenziale.

Quanta pelle serve?

E’ un progetto super easy per il quale potrete utilizzare scarti di pelle, date le sue dimensioni ridotte. Se questa è la prima volta in cui cucite la pelle, date prima un’occhiata a questo post in cui vengono elencati tutti gli accessori indispensabili. Anche stavolta, potete scaricare gratuitamente il cartamodello e mettervi così subito all’opera! Accertatevi prima che il vostro telefono ci stia dentro, considerando che la sua capienza si ridurrà almeno di 1 cm per via delle cuciture. Io ho un iPhone 12. Oltre agli scarti di vera pelle, vi servirà anche un cordino.

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Assembla il davanti del portacellulare

Per iniziare, posiziona la patta della tasca a filo con la parte superiore del davanti e fai una cucitura dritta lungo la base, affrancando all’inizio ed alla fine della cucitura.

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Poi posiziona la tasca gialla andando a coprire la cucitura della patta per prendere le misure della posizione del bottone. Sarà più facile applicarlo se la tasca non è ancora cucita al davanti.

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Applica i bottoni automatici in metallo

Aiutandoti con un punteruolo, definisci la posizione del bottone. Applica i bottoni automatici, seguendo questo tutorial.

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Cuci la tasca

Fai su tre lati una cucitura dritta, ricordandoti di rinforzare la cucitura all’inizio ed alla fine. Usa un filo spesso sopra. Io mi trovo molto bene con il Denim 100.

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Assembla il portacellulare

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E’ il momento di unire la parte davanti con il dietro, posizionando in mezzo i passanti. Aiutati con delle pinze per tessuto. Gli spilli non vanno bene con la pelle perché bucherebbero il materiale ed i fori non andrebbero più via. Spolier: questa sarà la nostra seconda ed ultima cucitura!

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Portacellulare completato! E’ un accessorio che porterò sempre con me e ne ho già in cantiere un secondo in altri colori 🙂

Tuta Danika di Fibre Mood

Tuta Danika di Fibre Mood

Era davvero ora di provare a cucire una tuta, non credete? Mi sono subito innamorata del pattern Danika di Fibre Mood per vari motivi:

  • la forma ampia dei pantaloni
  • non ha cerniere né abbottonature ma solo un fiocco sul retro
  • ha una difficoltà di 2 asterischi su 5 per cui livello quasi principiante

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Fresco lana carta da zucchero

La realizzazione di questo progetto non era pianificata ed ho usato un tessuto che avevo in casa, gentilmente donatomi da Simona di The Yellow Peg. E’ un fresco lana leggermente elasticizzato color carta da zucchero perfetto per l’autunno e la primavera.

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Il pattern e le istruzioni

Sui pattern semplici, riesco ormai a comprendere la lingua inglese e le tecniche illustrate. Ho stampato il cartamodello in A0 e l’ho poi ricalcato con la carta per cartamodelli. Con questa tuta ho finito il mio primo rotolo da 10 m, che emozione! Ho cucito una taglia 10, ma forse anche la 8 mi sarebbe stata bene, come al solito!

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Nella stampa del cartamodello della tuta Danika ho però commesso un errore: ho stampato la versione che non includeva i margini di cucitura. Li ho quindi aggiunti al cartamodello, ma qui mi è tornato utile un accessorio Prym molto furbo:

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Questo mouse segna con una rotella a gesso i margini di cucitura alla distanza desiderata. La cartuccia del gesso può anche essere sostituita con una gialla (che si acquista a parte). In più, nel caso vogliate solo segnare liberamente sul tessuto, il mouse si rimuove dall’impalcatura con rotella diventando un semplice gesso. Figo vero? Lo trovate qui.

Come è stato cucire la tuta Danika?

Assemblare i vari pezzi è stato semplice ed intuitivo. Ovviamente non ho mai imbastito, ma di spilli da queste parti ce ne sono davvero tanti! 🙂

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Mai più senza taglia e cuci

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Dopo aver collezionato un po’ di esperienze con il cucito sartoriale, posso assolutamente affermare che: non si può fare senza taglia e cuci! Inutile mentire, se volete che un capo sia ben rifinito e che non si sfilacci al primo lavaggio, il punto zig zag non basta. Serve una taglia e cuci. E’ un ottimo investimento che non vi farà avere alcun rimpianto!

GCiletta_rocchettiepois_danika_jumpsuit_tuta_taglia_e_cuci

E’ un modello 4 stagioni

Potete cambiare il tessuto passando da una lana a un lino e la vostra tuta sarà perfetta anche per l’estate.

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Il mio abito da sposa DIY: le mie 5 buone ragioni

Il mio abito da sposa DIY: le mie 5 buone ragioni

C’è voluto un po’ di tempo per recuperare le energie dopo il matrimonio e l’estate appena finita, ma eccomi qui a raccontarvi della più incredibile avventura sartoriale che io abbia mai vissuto. Anzi, che io e Simona di The Yellow Peg abbiamo mai vissuto. Chi lo avrebbe mai detto che sarei arrivata fin qui? Eppure è tutto vero: ho cucito il mio abito da sposa, ci sono le prove 🙂

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Photo credits: Fokus Studio Lab

“Ma chi te lo ha fatto fare?”

Ecco la frase più gettonata che mi sono sentita dire nei mesi precedenti al matrimonio: “Il matrimonio è già stressante, per quale motivo hai deciso di cucire il tuo abito da sposa?” poi seguita subito dopo da “Ma sicura di esserne capace? E se poi non ti piace il risultato?”. Ci sono ben 5 ragioni per cui ho scelto di ideare e cucire il mio abito bianco (più o meno bianco).

  1. un modello solo mio: il mio abito da sposa era nella mia testa, tale e quale a quello che ho poi indossato. Non avevo, chiaramente, le competenze per trasformarlo in cartamodello e cucirlo, ma, grazie a Simona, quell’immagine che vedevo ad occhi chiusi è diventata realtà. Questo abito rappresenta davvero me stessa, quanto è importante sentirsi a proprio agio, soprattutto in un giorno così speciale? Quante di voi si sono sentite intrappolate in convenzioni che non rispecchiavano i propri desideri? GCiletta_rocchettiepois_abito_da_sposa_diy_fai_da_te_disegno_modello
  2. sostenibilità: sono già trascorsi due anni da quando ho intrapreso il percorso verso un armadio sostenibile. In questi anni ho cucito molti capi e fatto acquisti più consapevoli. Cucire il mio abito da sposa è stata una scelta naturale, così naturale da aver telefonato a Simona per farle la “proposta” di mentor dopo pochissimi giorni dall’arrivo dell’anello di fidanzamento. Per fortuna, anche io, ho ricevuto un “sì” netto!GCiletta_rocchettiepois_abito_da_sposa_diy_fai_da_te_wedding_sostenibilità
  3. scelta dei materiali: devo ammettere che scegliere i tessuti è stata la parte più rilassante. Il pizzo ed i tessuti della gonna sono stati acquistati con modalità diverse. Per trovare il primo, ho visitato alcuni negozi di Torino insieme a mia sorella (e mia mamma in videochiamata). Non erano i soliti negozi di tessuti a cui sono abituata. I tessuti da sposa e per cerimonie sono spesso custoditi in negozi storici, che hanno un’atmosfera magica. Avete presente quando le spose raccontano di aver sentito che l’abito fosse “lui” alla prima prova? Io ho avuto la stessa sensazione non appena ho tenuto questo pizzo rebrodè fra le mani.GCiletta_rocchettiepois_abito_da_sposa_diy_fai_da_te_pizzo_rebrodè Per i tessuti della gonna, invece, mi sono affidata a Tessuti Raponi di Milano. Non sono mai stata da loro in negozio, ma grazie a WhatsApp ed all’invio di alcuni campioni è stato comodissimo scegliere. Quando dall’altra parte c’è l’esperienza e la competenza e tu hai le idee chiare, non puoi che trovare in un baleno quello che cerchi. Nel mio caso, un cady di viscosa elegante e raffinato. GCiletta_rocchettiepois_abito_da_sposa_diy_fai_da_te_tessuto_gonna
  4. acquisizione di competenze: cucire l’abito è stato per me un Master in sartoria! Ho imparato tante di quelle nozioni che hanno migliorato il mio modo di cucire. Ho cucito dei tessuti nuovi mai sperimentati, imparato a stirare e fatto mille prove prima della cucitura perfetta. Simona è un vulcano di sapere, osservare le sue mani all’opera o ascoltare i suoi silenzi prima di una decisione importante sono sensazioni che mi porterò nel cuore.  GCiletta_rocchettiepois_abito_da_sposa_diy_fai_da_te_wedding_singer
  5.  Un’esperienza di vita: impegnarmi in quest’avventura è stata una sfida con me stessa. Dopo questa impresa sono pronta a tutto! La soddisfazione che ho provato è unica ed è stato bellissimo condividerla con Simona. Ho meditato a lungo durate le sessioni di cucito a mano o di stiro e la mia mente si è riempita di ricordi e di nuove idee. Aver cucito il mio abito è una prova del mio essere caparbia e tenace, anche se intorno  me tutti mi invitavano a demordere. Ma no, guardate che bellezza ne è venuta fuori! Siamo tutti d’accordo? GCiletta_rocchettiepois_abito_da_sposa_diy_fai_da_te_wedding_the_yellow_peg

Chi ha realizzato il vostro abito da sposa? Lo avete acquistato in atelier o è stata una designer a prendersi cura di voi?

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Photo credits: Fokus Studio Lab

Top Infinito di Raglan

Top Infinito di Raglan

Sono arrivati i primi due cartamodelli di Raglan: Not a Gown e Infinito, li conoscete già? Il primo è un vestito senza maniche a due lunghezze. Del secondo ne parliamo in questo post!

Il pizzo sangallo

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Per cucire Infinito, i tessuti consigliati hanno un peso compreso tra 100-210 grammi al metro lineare. Il pizzo sangallo di Supercut mi ha subito convinta! E’ in 100% cotone e questa sfumatura di ottanio rientra fra i miei colori preferiti. Cucirlo è stato semplicissimo. Nello shop di Supercut c’è un’intera sezione dedicata ai pizzi sangallo e vi avviso: ci metterete delle ore per fare una scelta!

Il cartamodello

INFINITO è un pattern da stampare, a casa in A4 o in copisteria in A0, e cucire. Copre le taglie dalla 38 alla 52, ma c’è anche un’altra versione  INFINITO PLUS che va dalla 48 alla 62. Oltre al pattern, scaricherete in PDF anche le istruzioni che includono i disegni tecnici. Se vi è più comodo o se volete intanto vederne i passaggi, c’è un video tutorial su YouTube. Potete cucire INFINITO con manica corta, a tre quarti o manica lunga.

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Attenzione al rinforzo

Avendo scelto un tessuto bucherellato, ed essendo previsto un rinforzo su spalle e sul girocollo davanti, bisogna far attenzione al rinforzo perché un minimo si vedrà. Per fortuna la teletta termoadesiva che ho usato è molto leggera e la mia carnagione è praticamente bianco rinforzo 🙂 per cui non c’è stacco!

GCiletta_rocchettiepois_infinito_raglan_rinforzo

Essendo il pizzo sangallo fitto di cuciture e ricami per sua natura, il colore del filo doveva abbinarsi perfettamente. Vuoi che Gütermann fra i suoi 400 colori non abbia quello giusto?!

Ho scoperto un nuovo accessorio

Come ben sapete, sto cucendo insieme a Simona di The Yellow Peg il mio abito da sposa. Le nostre sessioni di cucito sono per metà sessioni di stiro! Ho scoperto il grande aiuto che i cuscini stiro possono darti per la buona riuscita di un capo. Ammetto di non averli mai usati, ma dopo aver visto questo  anche sul video tutorial di INFINITO, mi sono convinta.

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I lacci del top INFINITO

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Cucire INFINITO è stato rilassante e molto semplice. Anche rivoltare i lacci è stato un attimo grazie ai risvolta tubolari di Prym.

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La particolarità di questi lacci è che puoi portarli legati dietro con un semplice nodo oppure…

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…sul davanti!

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Vi piace il mio INFINITO? Ne farò di certo una seconda versione con manica corta!

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Se sei curiosa di vedere gli altri capi che ho cucito, vai alla sezione ARMADIO SOSTENIBILE!

Questo post è scritto in collaborazione con Supercut.