Il paese dei balocchi si chiama The Color Soup

Il paese dei balocchi si chiama The Color Soup

Immaginate di poter realizzare dei capi o degli accessori unici, con dei tessuti che abbiano un pattern che vi identifichi completamente, magari disegnato proprio da voi, di quella sfumatura di colori che mai siete riuscite a trovare in commercio. Tutto questo può diventare realtà, grazie a The Color Soup!

Un’azienda dal cuore giovane che ha voglia di fare rete

tessuti the color soup

La prima cosa che mi ha davvero colpita di questa realtà è che dietro ci sono menti giovani molto, molto preparate. E non solo, è proprio la passione e l’entusiasmo che ci hanno trasmesso ad aver reso la nostra visita ancora più piacevole. E’nel 2015, che il Gruppo Miroglio, per avvicinarsi a creative, amanti del cucito e grafici ha scelto di investire in un progetto capace di fornire tessuti personalizzati di alta qualità ma alla portata di tutti. La stampa digitale permette la realizzazione anche di un solo metro di stoffa. Sul sito si ha la possibilità di scegliere fra un numero infinito di stampe bellissime, molte delle quali di graphic designer emergenti. In alternativa, si può effettuare l’upload di un proprio disegno. Un connubio perfetto fra creatività, tecnologia e voglia di fare rete. Questa è l’aria che si respira soprattutto nella sezione blog del loro sito, che raccoglie delle interviste a creative che hanno scelto The Color Soup per i loro capolavori.

La visita dello stabilimento Miroglio Textile

Lo scorso mese, insieme al Torino Craft Collective, sono andata a visitare lo stabilimento tessile Miroglio Textile di Govone (CN) dove vengono stampati i tessuti di The Color Soup. Ero davvero emozionata all’idea di tuffarmi fra kilometri di stoffa. Ad accoglierci, il team al completo: Samuele, Elena e Daniela ci hanno sapientemente guidate in un tour appassionante. Partendo da bobine giganti di tessuto, abbiamo seguito la lavorazione passando dalla faldatura, alla stampa, al lavaggio, alla fase di termofissaggio. Ho scoperto che per ciascuno dei tessuti grezzi esiste una vera e propria ricetta sia per quanto riguarda la preparazione alla stampa che per il lavaggio e finissaggio del colore! Samuele, ci ha anche raccontato la storia delle stampanti digitali per tessuti che sono passate dalla lavorazione di 5 metri all’ora nel 2000, a 5000 metri all’ora oggi. Un’altra cosa interessante è che il tessuto ordinato sul sito Thecolorsoup (anche se si tratta di 1 metro) segue lo stesso flusso di lavorazione dei tessuti ordinati dai grandi player come Zara, Nike ecc.

Shopping nelle Langhe

tessuti miroglio

Una giornata tanto gioiosa non poteva non concludersi con dello shopping selvaggio!!! Se vi trovate in zona, vi consiglio di fare un salto al negozio di tessuti. Noi abbiamo impiegato più di un’ora a rotolarci fra scampoli stupendi e di qualità.

Vorrei tanto ringraziare Elena per la sua disponibilità e gentilezza e fare i complimenti a tutto il team! State andando alla grande!

Io e il mini ferro da stiro a vapore

Io e il mini ferro da stiro a vapore

Per la rubrica “Il cucito e i suoi accessori”, oggi vi parlerò del mini ferro da stiro a vapore Prym. Si sa che nel cucito chi ben stira è a metà dell’opera. Personalmente, durante la realizzazione di un accessorio, dedico molto più tempo a stirare che a cucire.

Il problema dello spazio

Sogno di avere una stanza completamente dedicata al cucito. Una stanza con un tavolo dedicato al taglio, uno alle macchine da cucire, uno alle spedizioni. Uno di quegli spazi che trovi solo su Pinterest, insomma. Purtroppo, per adesso, devo accontentarmi di un angolino in camera da letto. Ciò vuol dire che non c’è proprio spazio per una zona stiro fissa. Sapete bene che, anche mentre si lavora su un singolo progetto, bisogna tornare all’asse da stiro più volte, per fissare o per preparare a cucire i vari passaggi. Io sono una di quelle a cui stirare piace, mi rilassa proprio! Ma stirare per prepararmi a cucire è scomodissimo, anzi, lo era, perché significava spostarmi in soggiorno dove ho un po’ più spazio per posizionare (temporaneamente) l’asse e il ferro da stiro. Per evitare questo vai e vieni, ho spesso rinunciato a stirare alcuni passaggi, rischiando di compromettere l’intero progetto. La soluzione è il piccolo ferro da stiro a vapore Prym!

Chi trova un mini ferro da stiro trova un tesoro

Da quando l’ho scoperto, il ferro da stiro è sempre al mio fianco. Mi tiene compagnia accanto alla macchina da cucire. E’ maneggevole e finalmente riesco a cucire e stirare restando nella stessa posizione! Date le ridotte dimensioni, è anche un fedele compagno di viaggio. Nella confezione si trova anche un sacchetto con coulisse ideale per il trasporto. In più, la sua ergonomia permette di avvolgere il filo robusto tutto attorno all’impugnatura e anche di bloccarne l’estremità per evitare che si srotoli.

Piccolo, ma va come un treno…a vapore

Il ferro da stiro Prym misura circa 13×7 cm ed è a vapore! Oltre alla custodia in tessuto, ho trovato nella confezione anche un misurino per dosare l’acqua. Ci sono due finestrelle trasparenti nella parte superiore che indicano il livello massimo dell’acqua. La sua potenza è regolabile a 110 o 220 volt. Riesce a raggiungere piccoli spazi grazie alla sua punta, rendendolo così un ferro da stiro ideale per lavori di patchwork o cucito creativo da stirare al volo.

Voi come vi organizzare fra stirare e cucire? Qual è la vostra soluzione? Tra di voi c’è qualche fortunata che ha una postazione da stiro fissa o arrancate come me in pochi metri quadrati? E tu, che hai una stanza come quelle che si trovano su Pinterest, se stai leggendo ti prego invitami a prendere un tè!

Sono una blogger Casa Facile!

Ogni storia ha un inizio. Quello della mia parla di una ragazza che, durante gli anni del Liceo, aveva un soprannome: Mucciaccia. Questo era legato alla sua fantasia e immaginazione nel creare. Proprio come in una puntata di Art Attack condotta da Giovanni Mucciaccia! Questa passione, dopo 10 anni, mi ha portata qui a scrivervi e ad essere selezionata come una delle #bloggerCFstyle.

La selezione

Ho partecipato al concorso grazie al suggerimento di Paola di Oltreverso, che oramai è diventata la mia spacciatrice di contest. Durante uno degli incontri del lunedì con il Torino Craft Collective, mi ha parlato della call lanciata dalla mia rivista preferita, volta ad allargare la famiglia delle blogger. Esitazione, non ti conosco! Sono abbonata da anni alla versione digitale del giornale e spesso sogno di traslocare solo per poter arredare casa e riprendere in mano tutte le ispirazioni e i consigli che ho scovato nei vari numeri e che custodisco con cura!

Congratulazioni, sei dei nostri!

Ricevere la mail, direttamente dalla direttrice della rivista Giusi Silighini, è stato solo il primo degli eventi emozionanti di quest ultimo mese. È stata dura tenere questo segreto, ma dal 16 aprile è online la lista delle nuove blogger, potete spulciarla per benino qui.

L’ evento #meettheblogger al #CasaFaciledesignlab

Mercoledì scorso è stata una di quelle giornate da ricordare. Una di quelle che, Mucciaccia, avrebbe raccontato in pagine e pagine al suo diario. A Milano c’era il sole e un po’ di vento, un evento di per se straordinario. “Vento fresco del fuorisalone”: è così che ci ha definite il fondatore di Slamp Roberto Ziliani. È stato meraviglioso incontrare le nuove blogger che insieme a me inizieranno questo percorso, ma soprattutto le blogger ambassadors che seguo fin dal loro debutto! E poi conoscere la direttrice e la redazione mi ha fatto capire come la forza di questa rivista sia proprio puntare sulle persone e sui talenti. Onorata di essere parte del team! Il Casa Facile Design Lab, allestito in Piazza Alvar Aalto, è uno spazio stupendo e curato nei minimi dettagli. E’ dedicato ai 5 sensi + 1: l’immaginazione. Siete ancora in tempo per farci un salto!

Il mio primo post per Casa Facile

Sul sito di Casa Facile è già  online il mio profilo e il mio primo post sulla rivista. Ammetto che mi fa ancora molto effetto vedermi proprio lì in mezzo a professioniste e stylist bravissime. Vi spiego come rinnovare un vecchio cuscino utilizzando dei pom pom! Andate a leggere!

Le mie collane handmade – Vol. 2

Le mie collane handmade – Vol. 2

Rieccoci con il secondo appuntamento di una lunga serie di post sulla mia collezione di collane handmade. Per chi si fosse perso il primo post, potete leggerlo qui.

Collana minimal in pizzo

Mi sono innamorata dei gioielli di loukippi perché sembrano provenire da un’altra epoca. Collane ispirate dal passato, ma rielaborate in chiave moderna. Sono realizzate in tecniche differenti: uncinetto, macramé e tessitura. Queste si combinano a materiali preziosi: pietre dure grezze, elementi geometrici in ottone, argento 925. Ho acquistato questa collana il giorno stesso della pubblicazione del post Parte 1, su consiglio di Valentina di @bastanoleforbici

Mongolfiera

@piccolecosehandmade è un brand di Lisa, che ho conosciuto grazie al Torino Craft Collective.  Le sue creazioni sanno di primavera e il suo profilo Instagram è pieno di disegni delicati ispirati alla natura! Il ciondolo è realizzato in legno e dipinto a mano. Le mongolfiere rappresentano un classico fra le sue creazioni e di recente hanno subito un restyling per essere ancora più belle! Curiose di vedere la nuova versione?! Cliccate qui!

Gatto miao

Io e Alessandra ci conosciamo da un po’ e non mi perdo quasi mai i suoi market! Continua a sfornare meraviglie sotto il brand @clandellevolpi, con lo scopo di portare un po’ di magia delle favole nelle nostre case. Nel suo shop Etsy esordisce così: “Ceramiche per sognatori fatte nel Paese delle Volpi”. Ed io che sogno di avere un gatto non potevo farmi sfuggire questo musetto dolcissimo.

Ero un piatto

Le collane di Sara di @aspettaevedrai per me sono come il cioccolato. Ne già ben due e la terza penso che la comprerò questo weekend perché Domenica sarà presente a Torino al market San Salvario Emporium. Vi ho già parlato delle sue creazioni anche qui. Questa collana, in particolare, fa parte della collezione “Ero un piatto”: collane, bracciali e orecchini realizzati a partire da cocci di piatti vintage. La adoro.

Per oggi è tutto! Spero che le mie dritte sulle collane handmade siano ancora una volta di vostro gradimento e soprattutto che lascerete tanti commenti e consigli! Io e la mia carta di credito vi aspettiamo già!

Sai cos’è un forma angoli?

Sai cos’è un forma angoli?

Mi sembra quasi ripetitivo iniziare i post della rubrica “Il cucito e i suoi accessori” raccontando di come questi abbiano migliorato il mio lavoro come rocchettiepois. Eppure è tutto vero, e l’obiettivo che mi sono prefissata è proprio questo: svelarvi i miei “dietro le quinte” e darvi qualche consiglio su articoli poco o per nulla pubblicizzati, ma molto molto utili, indispensabili direi. Come il forma angoli. Siamo già alla terza puntata! Se ve le siete perse, trovate le prime due qui (Bottoni automatici in plastica) e qui (Puntaspilli magnetico).
Spero siano per voi delle letture utili e piacevoli, poi fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti!

Ma perché è così importante?

L’accessorio di questo post non credevo esistesse fino a un anno fa. Ma era ben presente nei miei sogni! Lo utilizzo in pratica per tutte le mie creazioni, soprattutto per portachiavi, portacellulari e tutto ciò che, cucito al rovescio, va infine rivoltato. Gli angoli, ammettiamolo, sono una bella spina nel fianco. Un bell’angolo fa la differenza fra un lavoro ben fatto e uno in apparenza fatto alla svelta. Ma purtroppo non dipende solo da come questi vengono cuciti, non importa se prima di rivoltare il lavoro accenniamo dei taglietti in prossimità degli angoli…bisogna spingere bene in fuori. Ma attenzione a come lo facciamo!

Non solo forma angoli

Prima di acquistarlo ne ho provate un po’, come al solito. Sono partita dalle forbici (vi lascio immaginare quanti danni abbia fatto!) e ho continuato con penne, bacchette cinesi, uncinetti, cacciavite…, insomma le ho provate tutte prima di scoprire che il forma angoli esistesse e che fosse persino a pois! Ha un lato arrotondato più largo per le cuciture tonde che può essere anche usato per aprire le cuciture prima di passare alla fase di stiratura. La parte opposta, invece, è perfetta per gli angoli retti ed è a punta. È in plastica in modo da non danneggiare cuciture e bucare i tessuti, cosa che mi è spesso successa quando utilizzavo oggetti metallici appuntiti. In più, potete anche utilizzarlo per schiacciare i bordi prima di cucire tessuti leggeri e cotoni, nel caso in cui stirare proprio non vi piaccia.

Chi di voi utilizza già un forma angoli? Siete anche voi, come me, perdutamente innamorate di questo prezioso attrezzo?