Come nasce un corso di cucito

Come nasce un corso di cucito

Oggi voglio portarti dietro le quinte di un corso di cucito. Perché ciò che vedi online o partecipando a uno dei workshop, è solo la punta dell’iceberg. Ho ricominciato da qualche mese a tenere corsi di cucito per bambini, e a partire da questa settimana anche per adulti, e adoro tutte le fasi che mi portano, infine, a condividere le mie macchine da cucire e la mia passione per il cucito.

1- Il progetto del corso di cucito e la data

Pianificare è il mio mantra. Trimestralmente, definiamo calendario alla mano le date dei prossimi corsi, insieme ai partner con cui collaboro. Oltre alla data, definisco subito anche i progetti che cuciremo. Presto sempre attenzione a date importanti, ad es. la stagione natalizia, la festa della mamma, che mi permetteranno di definire progetti più specifici.

2- I materiali necessari

Dopo aver definito i progetti, penso subito ai materiali che servono. Prima di acquistare nuovi tessuti, faccio un giro nell’armadio delle stoffe ma bisogna subito fare dei calcoli dei metri che serviranno per non restare senza se si tratta di scampoli. Oltre al tessuto che servirà per i kit dei partecipanti al corso, considero anche quello per il prototipo (potrei dover fare più di una prova). Scelto il tessuto, abbino subito i filati e segno su una lista della spesa ciò che manca.

Materiali tessuto filo per cucire

3- Cucire il progetto

Un mese prima dell’evento, cucio il progetto. Disegno prima il cartamodello e faccio delle prove. Quando sono soddisfatta, si passa alle foto!

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4- Shooting

Anche se le foto che faccio ai progetti sono semplici e con pochi fronzoli, da queste dipenderà poi molto della riuscita del corso. Una bella foto è probabile che spinga ad iscriversi al workshop. Se il progetto ha dettagli particolari, mi soffermo su quelli. Fatte le foto si passa all’editing e poi al ridimensionamento a seconda che vadano a finire poi sui social, sulla newsletter o sulle chat di messaggistica.

5 – Le grafiche per la comunicazione e la promozione online

Dopo aver modificato le foto, si passa all’azione vera! Creo le grafiche del singolo corso che conterranno tutte le informazioni (luogo, data, ora, costo). Programmo poi i post di promozione sui social, scrivo la newsletter e programmo anche il suo invio. Solitamente, chi è iscritto alla newsletter riceve un’anteprima di qualche giorno in modo da avere priorità sull’iscrizione. I posti sono sempre limitati! Per ciascun corso creo anche una pagina di prenotazione sul sito in modo che ci si possa registrare compilando un modulo di contatto. Pagina che poi viene linkata non solo nella newsletter ma anche nel link in bio su Instagram. Questi link vanno quindi costantemente aggiornati.

Canva corso di cucito

6- Gestione prenotazioni

2/3 giorni prima del workshop, io o il partner che ospiterà il corso verifichiamo gli iscritti e le iscritte verranno al corso. Un passaggio importantissimo per evitare di tagliare kit che rimarranno poi inutilizzati.

7 – Preparazione dei kit

Certa del numero di iscritti, taglio i kit. Ai miei workshop di cucito non è necessario portare nulla da casa. Si ha a disposizione una macchina per cucire (per gli adulti), accessori e materiali che serviranno alla realizzazione del progetto.

Cutter cucito

8 – Preparazione degli accessori per il cucito e le macchine da cucire

A proposito degli accessori, a seconda del progetto, porto con me degli accessori specifici. Ad es. potrebbe servire la Vario Creative Tool o la taglia e cuci. Un’azione super rilassante è la manutenzione delle macchine da cucire. Tutte vengono pulite e infilate con il filo che servirà prima del giorno del corso.

Accessori per cucire

Direi che è tutto pronto! Adesso bisogna farci stare tutto in macchina 🙂

Dimmi un po’, ti aspettavi tutto questo prima di un corso di cucito? Lasciami il tuo commento!

Come organizzare l’angolo del cucito

Come organizzare l’angolo del cucito

Il cucito è una passione un po’ ingombrante, ammettiamolo. Oltre alla macchina da cucire, è necessario avere a portata di mano tessuti, cartamodelli, accessori. Organizzarli al meglio è la chiave per far si che questo hobby sia rilassante e produttivo! Quante volte ti sei trovata a rimandare il cucito al solo pensiero di dover tirar fuori la macchina da cucire dalla scatola sotto al letto? La soluzione sta nel comporre un angolo del cucito!

La stanza del cucito che tutti sogniamo

Una stanza del cucito che si rispetti, avrà sicuramente:

  • un tavolo per la macchina da cucire e la taglia e cuci
  • un tavolo per tracciare e tagliare i tessuti
  • uno spazio per stirare
  • armadi e cassetti in cui riporre tessuti, accessori e cartamodelli

Spero che molte di voi abbiano l’opportunità di dedicare un’intera stanza alla propria passione o almeno lo spazio per comporre un tavolo da taglio fai da te come ci propone qui The Yellow Peg.  Temo, però, che la maggioranza di voi, almeno all’inizio, sia costretta ad accontentarsi di un mini spazio per il cucito.

Quanto spazio serve?

In qualsiasi casa, anche la più piccola, potresti scovare un angolino da dedicare al cucito. Che sia in soggiorno, nella lavanderia, o in camera da letto, poco importa. Quanto spazio hai a disposizione? Partendo dalla risposta a questa domanda, sarà divertente organizzare un angolo tutto tuo in cui trascorrere anche solo mezz’ora al giorno. Sarà rigenerante! Il mio primo sewing corner era in soggiorno: una piccola scrivania da 70 cm più il carrello IKEA DRAGGAN. Il secondo, invece, era in camera da letto. Ti consiglio di seguire su Instagram l’hashtag #sewingcorner, scoprirai delle meraviglie!

Sfrutta lo spazio in verticale

Per il tuo angolo del cucito, basterà avere meno di 1 m. In larghezza, lo spazio potrebbe essere occupato da una scrivania, meglio se con cassetto, sulla quale tenere la macchina da cucire sempre pronta all’uso. Quando non la utilizzi, per evitare che si impolveri, potresti coprirla con un coprimacchina da cucire. Se non ce l’hai, mi sembra un utile progetto di cucito creativo! Quello che avevo cucito io, lo trovi qui. Potrai poi organizzare tessuti ed accessori sfruttando lo spazio che sta sopra alla macchina da cucire con: mensole, peg board, binari portautensili.

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Io ho scelto la scrivania MICKE di IKEA con integrata una lavagna magnetica e delle mensole, due cassetti ed un’anta con due ripiani. Di fianco, KALLAX ad 8 scomparti riesce a contenere i tessuti, la taglia e cuci ed i cartamodelli (questi, ancora per poco).

Ogni cosa al suo posto

Il segreto per un angolo del cucito ben in ordine? Ogni cosa deve avere un posto ben definito. Puoi usare delle scatole, degli organizer con cassettini, piccoli contenitori. Per definire cosa ti serve, può esserti utile fare una lista degli accessori che usi di solito e capire come suddividerli e di che dimensione ti serviranno i contenitori. Sarà importante, poi, rispettare il sistema che avrai definito.

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Dietro alla macchina da cucire, per esempio, ho un organizer Prym al quale ho attaccato anche delle etichette per indicare il contenuto di ciascun cassettino. Stessa funzione svolge la mini cassettiera MOPPE sempre di IKEA che si inserisce perfettamente in uno scomparto della scrivania. I contenitori valgono tutti, anche quelli in vetro delle marmellate!

Il cassetto degli accessori

Comodissimo, secondo me, è il cassetto della scrivania. Con un portaposate ho suddiviso tutti gli accessori per il cucito che uso con più frequenza tipo il puntaspilli, i gessi, il cutter ed i vari piedini della macchina da cucire.

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Come organizzare le stoffe?

Per tenere in ordine le stoffe c’è un post dedicato sul sito di Casa Facile, lo potete trovare qui.

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Lo spazio per stirare

Se non volete tirare fuori l’asse da stiro, potete allestire di fianco alla macchina da cucire una zona per stirare, utilizzando una base stiro resistente al calore ed il magico mini ferro da stiro a vapore di Prym di cui vi avevo parlato qui.

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Personalizza il tuo angolo del cucito

Questo spazio deve rispecchiarti, deve accoglierti e devi sentirlo tuo al 100%. Ok al riutilizzo di vecchi mobili, ma è importante che stiano bene dove li collocherai perché devono integrarsi con il resto dell’ambiente.

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Nella prossima puntata, una serie di organizer per tenere in ordine i vostri accessori.

Hai già un angolo del cucito o devi ancora organizzarne uno?

Abito Doris di Atelier Vicolo n. 6

Abito Doris di Atelier Vicolo n. 6

Uno dei miei buoni propositi per il 2019 (o forse era il 2018?) è quello di ritagliare del tempo e cucire per me. Sto facendo grossi progressi, se pensate che prima delle vacanze ho realizzato un paio di pochette impermeabili per i solari 50+, dai quali non posso separarmi. E avete forse dimenticato la blusa Chantilly di The Yellow Peg che ho cucito a Febbraio? Trovate qui il post, per fare un ripasso veloce.

Doris: amore a prima vista

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Ho scelto di realizzare un abito da mettere subito in valigia. Quando ho scaricato la versione PDF del cartamodello, però, non sapevo ancora per quale fra i viaggi in programma sarebbe stato ultimato! Sapete poi com’è andata? Scaricato e cucito tutto d’un fiato! Mi ha accompagnata quest’estate e ho scattato le foto in Sicilia a casa dei miei genitori. Adoro indossare abiti, purché non siano troppo corti o scollati sul davanti. Il cartamodello, disponibile in versione cartacea o PDF, vi permette di scegliere se realizzare abito o t-shirt. La vestibilità del mio Doris è molto comoda e, nonostante l’elastico in vita, non stringe!

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Il mio primo capo in jersey

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Per la realizzazione di Doris, Francesca di Atelier Vicolo n. 6 consiglia di scegliere un tessuto elasticizzato. Io ho acquistato un jersey di viscosa da Giesse Scampoli, sorprendentemente a pois. Ma non è il solito pois! Ciò che è insolito sul serio, invece, è la scelta del blu. A parte due paia di jeans, nel mio armadio non figurano né blu, né beige e tutte le sfumature del marrone. Torniamo al jersey, adesso. Non è stato semplice adattarmi ad un tessuto che non sia il solito cotone che utilizzo per i workshop. Ero agguerritissima e pronta ad affrontare questa sfida! Il mio fedele alleato? L’ago macchina per jersey. Senza il suo aiuto ed incoraggiamento penso proprio che non ce l’avrei mai fatta. Ha evitato infatti che il tessuto si rovinasse. Ho utilizzato il filato Cucitutto di Gütermann in poliestere e realizzato le cuciture con punto zig zag e dritto per gli orli e lo scollo.

Il dettaglio che mi ha fatta impazzire, di gioia

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La particolarità di Doris è lo scollo tondo sia davanti che dietro, più profondo sulla schiena ed arricchito da un volant arricciato. E’ la parte dell’abito che ha richiesto maggiore attenzione e applicazione in termini di tempo. Per una volta, sono stata costretta ad imbastire! Lo so che imbastire non è un male del mondo e che nel cucito sartoriale è, quasi sempre, necessario, ma io non sono per nulla abituata. Dopo varie peripezie, ecco qui lo scollo romantico di Doris.

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Doris mi calza a pennello. Non ho modificato nulla rispetto al cartamodello, se non la lunghezza della gonna (di 3 cm più corto).
Ed ora, che tessuto scegliereste per la versione invernale?

Sognare una macchina da cucire

Sognare una macchina da cucire

Di recente ho letto un nuovo libro di Bianca Pitzorno: Il sogno della macchina da cucire, un romanzo ambientato nei primi del Novecento che racconta la storia di una sartina a giornata e della sua macchina da cucire a manovella. Mi ha molto colpito il valore che questo strumento aveva per la protagonista e per quell’epoca: oltre ad essere fonte di sostentamento, era simbolo di libertà. Così, ho pensato di chiedere a Daniela, la proprietaria di Cuciricuci (il negozio in cui tengo tutti i miei workshop di cucito creativo) come è cambiato il ruolo della macchina da cucire negli ultimi trent’anni. Lei è cresciuta attorniata da macchine da cucire, aghi e filo ed è in questo settore che lavora da sempre.

Il regalo della sposa

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Il retrobottega del negozio di Daniela è un posto magico. Prima dei workshop, mi perdo ad osservare le macchine da cucire lì in attesa di essere riparate. Ce ne sono sempre di tutti i modelli e colori e ce ne sono alcune molto vissute. Daniela mi ha raccontato di tante signore che sono passate in negozio con delle macchine da cucire malmesse sostenendo di essere pronte a pagare qualsiasi prezzo pur di ripararle. La macchina da cucire è stata per molti anni il cuore della casa e della famiglia. Per chi poteva permettersi una tale spesa, era il regalo che la mamma o la nonna facevano alla sposa. Ma attenzione, non era il classico elettrodomestico. Possedere una macchina da cucire equivaleva ad avere un guadagno assicurato: qualsiasi orlo, riparazione, nuova creazione era un risparmio per la famiglia. Per non parlare poi di chi la utilizzava per lavorare in casa riuscendo a guadagnare qualcosa e nello stesso tempo a gestire casa e prole. In questi anni, la macchina da cucire racchiude in sé storie, ricordi e momenti speciali di condivisione fra le donne della famiglia. Non temete, Daniela continuerà sempre a riparare pezzi di cuore! Su Pinterest ho trovato una bacheca che ripercorre questi anni con le pubblicità Necchi.

“Faccio io, tu pensa a studiare”

Negli anni ’70 (anni di lotte e di conquiste per le donne), le mamme, molte delle quali abili nell’arte del cucito, hanno spinto la generazione successiva ad abbandonare qualsiasi forma di manualità. Se non lavorasse nel settore, nemmeno Daniela saprebbe come infilare una macchina da cucire. Si cercava di allontanare quelle conoscenze che avrebbero portato ad un guadagno immediato a discapito degli studi. Anche la mia mamma è cresciuta in questi anni, ma lei ha solo convogliato la creatività in altri mondi, come quello della scrittura e della carta.

Nuovo modello distributivo

Dalla fine degli anni 80, le vendite sono scese in picchiata. I negozi mono marca hanno chiuso e si è proseguita la distribuzione tramite rivenditori e nascenti centri commerciali. La macchina da cucire perde il suo valore, anche economico. Sia per l’apertura della produzione ad altri mercati che per l’utilizzo di nuovi materiali (sempre più plastica), il prezzo scende. Per non parlare poi del fatto che cucire non è più un’esigenza, i negozi di fast fashion sono ad ogni angolo e cucire è diventato un piacere per pochi. Ciò che più mi entusiasma, però, è la partecipazione dei bambini ai workshop di cucito creativo. Conoscono la macchina da cucire perché spesso è in casa della nonna e le mamme, quasi tutte estranee ad ago e filo, vengono attirate dal vortice di gioia che investe i figli.

Perché acquistare in un negozio di macchine da cucire?

I negozi di macchine da cucire, come Cuciricuci, hanno un valore inestimabile e sono tanti i motivi per cui penso questo:

  • qualsiasi acquisto sarà guidato da persone competenti che riusciranno a consigliare fra tante la macchina da cucire più vicina alle vostre esigenze;
  • l’assistenza post vendita è unica: puoi comprare una macchina da cucire anche se non sai nemmeno come si accende! Ci penserà Daniela ad insegnarti le basi del funzionamento
  • corsi di cucito e workshop: i negozi di macchine da cucire sono cambiati, hanno aperto le loro porte non soltanto per l’acquisto, diventando oggi luoghi di incontro fra persone che condividono la stessa passione.

Cucire è una gioia contagiosa, guardatevi intorno mentre passeggiate fra le vie della vostra città ed andate alla ricerca di un tesoro come Cuciricuci! Cucire è bello! Provateci! E chissà che per qualcuno non possa diventare un lavoro a tempo pieno…

Photo credit: Adolfo Felix

Favole Burda della buonanotte

Favole Burda della buonanotte

La scorsa settimana sono stata a Bergamo, alla Fiera Creattiva, ospite dello stand di Burda Style Italia. Questa è stata la mia seconda esperienza come dimostratrice di cucito creativo, della prima vi ho raccontato in questo post.

Cosa rappresenta Burda per me

I cartamodelli di Burda hanno sempre fatto parte della mia infanzia. La mia bisnonna (che trovate qui insieme a nonna Martina) faceva la sarta di mestiere, ma è grazie ai racconti di mamma e di nonna Martina che da piccola sognavo un giorno di poter creare anche io qualcosa con le mie mani. Alcune notti non riuscivo a prendere sonno senza le storie degli abiti di mamma. Lei, nata in una Sicilia in bianco e nero, amava i colori, i tessuti, ma più di tutto i cartamodelli Burda. Così le sere d’estate, per farmi addormentare, la mia camera si riempiva di corse in edicola per accaparrarsi l’ultima rivista e corse al mercato per conquistare le stoffe più belle. Poi, mentre scalpitavo tra le lenzuola, passavamo in rassegna tutti gli abiti che nonna e bisnonna le confezionavano per i weekend con le amiche. La nonna ha continuato a comprare qualche copia della rivista ed io crescendo mi sono tenuta aggiornata e ho visto questo mensile cambiare e migliorarsi. Mi sono sentita di nuovo quella bambina, quando sono stata contattata da Burda Style Italia!

guetermann

Grazie per essere passate!

I due giorni in fiera sono stati come al solito favolosi e sono passati troppo in fretta. Il mio compito nello stand era di presentare tre progetti, presenti nei numeri di Burda Style, di cucito creativo: una fascia per capelli in jersey di cotone, una borsa da yoga (bellissima, la trovate nel numero di Gennaio) e una tracolla con fiori in ecopelle applicati. Tutti i tessuti utilizzati erano di Gütermann, ed è sempre un piacere lavorare materiali certificati di alta qualità. La fiera era molto affollata (inaspettatamente per me, dato che ha nevicato ed io, da terrona quale sono, non sarei mai e poi mai uscita di casa con 0 gradi!). Ho conosciuto tante ragazze e signore che condividono la mia stessa passione per il cucito e ho incontrato dal vivo persone conosciute finora solo online.

Cucito creativo burda

La Necchi H10E

Questa fiera è stata anche l’occasione per testare una macchina da cucire Necchi: la H10E. Ho già raccontato qualcosa nelle Instagram Stories, ma essendomi trovata molto bene vorrei parlarvene anche qui sul blog. E’ una macchina elettronica molto compatta e intuitiva. Ha 12 punti selezionabili da un tastierino sulla destra. E’ possibile regolarne larghezza e lunghezza con dei pulsanti posti al di sopra dello stesso tastierino. Ecco quali sono, secondo me, i punti forti di questa Necchi, considerando che la mia macchina da cucire è una meccanica, la Singer Tradition:

  • crochet rotativo
  • velocità di cucitura regolabile
  • tasto start/stop per cucire senza pedale
  • fermatura del punto automatico
  • tastino per alzare e abbassare l’ago

In fiera ho utilizzato anche l’ecopelle, un tessuto molto spesso, e la pressione del piedino si è regolata automaticamente. Direi che questa elettronica è promossa e perfetta anche per chi vuole approcciarsi al cucito per la prima volta.

Necchi

Necchi h10e

L’emozione della fiera

Non vedo l’ora di partecipare a una nuova fiera! Ma si può?! L’aria che si respira durante questi eventi creativi è unica. Il cervello va in tilt perché tutti quei materiali e colori insieme non fanno altro che innescare idee creative, una dietro l’altra. E poi c’è il calore e la gioia di cui il mio cuore fa incetta a ogni sorriso, ogni stretta di mano, ogni complimento. Sempre più convinta che questa sia la mia strada, mi sento troppo a mio agio fra aghi e forbici.

Riparto da me

Ciò che mi porto a casa da questa fiera è una gran voglia di sperimentare. Fra i buoni propositi del 2018 avevo elencato anche la volontà di cucire dei capi di abbigliamento basic e forse è arrivato il momento di buttarsi! Tra l’altro, da pochi giorni, è in edicola il nuovo numero di Burda Style Giovane&Easy con tanti modelli per la primavera/estate con istruzioni step by step super dettagliate! Mi sa che partirò da qui!

Ci sono dei capi basic che mi consigliate di cucire?

Burda style