Il mio abito da sposa DIY: le mie 5 buone ragioni

Il mio abito da sposa DIY: le mie 5 buone ragioni

C’è voluto un po’ di tempo per recuperare le energie dopo il matrimonio e l’estate appena finita, ma eccomi qui a raccontarvi della più incredibile avventura sartoriale che io abbia mai vissuto. Anzi, che io e Simona di The Yellow Peg abbiamo mai vissuto. Chi lo avrebbe mai detto che sarei arrivata fin qui? Eppure è tutto vero: ho cucito il mio abito da sposa, ci sono le prove 🙂

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Photo credits: Fokus Studio Lab

“Ma chi te lo ha fatto fare?”

Ecco la frase più gettonata che mi sono sentita dire nei mesi precedenti al matrimonio: “Il matrimonio è già stressante, per quale motivo hai deciso di cucire il tuo abito da sposa?” poi seguita subito dopo da “Ma sicura di esserne capace? E se poi non ti piace il risultato?”. Ci sono ben 5 ragioni per cui ho scelto di ideare e cucire il mio abito bianco (più o meno bianco).

  1. un modello solo mio: il mio abito da sposa era nella mia testa, tale e quale a quello che ho poi indossato. Non avevo, chiaramente, le competenze per trasformarlo in cartamodello e cucirlo, ma, grazie a Simona, quell’immagine che vedevo ad occhi chiusi è diventata realtà. Questo abito rappresenta davvero me stessa, quanto è importante sentirsi a proprio agio, soprattutto in un giorno così speciale? Quante di voi si sono sentite intrappolate in convenzioni che non rispecchiavano i propri desideri? GCiletta_rocchettiepois_abito_da_sposa_diy_fai_da_te_disegno_modello
  2. sostenibilità: sono già trascorsi due anni da quando ho intrapreso il percorso verso un armadio sostenibile. In questi anni ho cucito molti capi e fatto acquisti più consapevoli. Cucire il mio abito da sposa è stata una scelta naturale, così naturale da aver telefonato a Simona per farle la “proposta” di mentor dopo pochissimi giorni dall’arrivo dell’anello di fidanzamento. Per fortuna, anche io, ho ricevuto un “sì” netto!GCiletta_rocchettiepois_abito_da_sposa_diy_fai_da_te_wedding_sostenibilità
  3. scelta dei materiali: devo ammettere che scegliere i tessuti è stata la parte più rilassante. Il pizzo ed i tessuti della gonna sono stati acquistati con modalità diverse. Per trovare il primo, ho visitato alcuni negozi di Torino insieme a mia sorella (e mia mamma in videochiamata). Non erano i soliti negozi di tessuti a cui sono abituata. I tessuti da sposa e per cerimonie sono spesso custoditi in negozi storici, che hanno un’atmosfera magica. Avete presente quando le spose raccontano di aver sentito che l’abito fosse “lui” alla prima prova? Io ho avuto la stessa sensazione non appena ho tenuto questo pizzo rebrodè fra le mani.GCiletta_rocchettiepois_abito_da_sposa_diy_fai_da_te_pizzo_rebrodè Per i tessuti della gonna, invece, mi sono affidata a Tessuti Raponi di Milano. Non sono mai stata da loro in negozio, ma grazie a WhatsApp ed all’invio di alcuni campioni è stato comodissimo scegliere. Quando dall’altra parte c’è l’esperienza e la competenza e tu hai le idee chiare, non puoi che trovare in un baleno quello che cerchi. Nel mio caso, un cady di viscosa elegante e raffinato. GCiletta_rocchettiepois_abito_da_sposa_diy_fai_da_te_tessuto_gonna
  4. acquisizione di competenze: cucire l’abito è stato per me un Master in sartoria! Ho imparato tante di quelle nozioni che hanno migliorato il mio modo di cucire. Ho cucito dei tessuti nuovi mai sperimentati, imparato a stirare e fatto mille prove prima della cucitura perfetta. Simona è un vulcano di sapere, osservare le sue mani all’opera o ascoltare i suoi silenzi prima di una decisione importante sono sensazioni che mi porterò nel cuore.  GCiletta_rocchettiepois_abito_da_sposa_diy_fai_da_te_wedding_singer
  5.  Un’esperienza di vita: impegnarmi in quest’avventura è stata una sfida con me stessa. Dopo questa impresa sono pronta a tutto! La soddisfazione che ho provato è unica ed è stato bellissimo condividerla con Simona. Ho meditato a lungo durate le sessioni di cucito a mano o di stiro e la mia mente si è riempita di ricordi e di nuove idee. Aver cucito il mio abito è una prova del mio essere caparbia e tenace, anche se intorno  me tutti mi invitavano a demordere. Ma no, guardate che bellezza ne è venuta fuori! Siamo tutti d’accordo? GCiletta_rocchettiepois_abito_da_sposa_diy_fai_da_te_wedding_the_yellow_peg

Chi ha realizzato il vostro abito da sposa? Lo avete acquistato in atelier o è stata una designer a prendersi cura di voi?

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Photo credits: Fokus Studio Lab

Top Infinito di Raglan

Top Infinito di Raglan

Sono arrivati i primi due cartamodelli di Raglan: Not a Gown e Infinito, li conoscete già? Il primo è un vestito senza maniche a due lunghezze. Del secondo ne parliamo in questo post!

Il pizzo sangallo

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Per cucire Infinito, i tessuti consigliati hanno un peso compreso tra 100-210 grammi al metro lineare. Il pizzo sangallo di Supercut mi ha subito convinta! E’ in 100% cotone e questa sfumatura di ottanio rientra fra i miei colori preferiti. Cucirlo è stato semplicissimo. Nello shop di Supercut c’è un’intera sezione dedicata ai pizzi sangallo e vi avviso: ci metterete delle ore per fare una scelta!

Il cartamodello

INFINITO è un pattern da stampare, a casa in A4 o in copisteria in A0, e cucire. Copre le taglie dalla 38 alla 52, ma c’è anche un’altra versione  INFINITO PLUS che va dalla 48 alla 62. Oltre al pattern, scaricherete in PDF anche le istruzioni che includono i disegni tecnici. Se vi è più comodo o se volete intanto vederne i passaggi, c’è un video tutorial su YouTube. Potete cucire INFINITO con manica corta, a tre quarti o manica lunga.

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Attenzione al rinforzo

Avendo scelto un tessuto bucherellato, ed essendo previsto un rinforzo su spalle e sul girocollo davanti, bisogna far attenzione al rinforzo perché un minimo si vedrà. Per fortuna la teletta termoadesiva che ho usato è molto leggera e la mia carnagione è praticamente bianco rinforzo 🙂 per cui non c’è stacco!

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Essendo il pizzo sangallo fitto di cuciture e ricami per sua natura, il colore del filo doveva abbinarsi perfettamente. Vuoi che Gütermann fra i suoi 400 colori non abbia quello giusto?!

Ho scoperto un nuovo accessorio

Come ben sapete, sto cucendo insieme a Simona di The Yellow Peg il mio abito da sposa. Le nostre sessioni di cucito sono per metà sessioni di stiro! Ho scoperto il grande aiuto che i cuscini stiro possono darti per la buona riuscita di un capo. Ammetto di non averli mai usati, ma dopo aver visto questo  anche sul video tutorial di INFINITO, mi sono convinta.

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I lacci del top INFINITO

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Cucire INFINITO è stato rilassante e molto semplice. Anche rivoltare i lacci è stato un attimo grazie ai risvolta tubolari di Prym.

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La particolarità di questi lacci è che puoi portarli legati dietro con un semplice nodo oppure…

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…sul davanti!

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Vi piace il mio INFINITO? Ne farò di certo una seconda versione con manica corta!

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Se sei curiosa di vedere gli altri capi che ho cucito, vai alla sezione ARMADIO SOSTENIBILE!

Questo post è scritto in collaborazione con Supercut.

Abito in crepe di viscosa di Burda Easy n. 1/2021

Abito in crepe di viscosa di Burda Easy n. 1/2021

Ve lo avevo promesso sulle Stories di Instagram che avrei cucito questo vestito. Lo trovate su Burda Easy 01/2021 a pag. 18 e ve ne innamorerete! Si tratta di un modello realizzabile in tre varianti. Ciò che cambia è la lunghezza delle maniche e dell’orlo. Ha un punto vita alto ed una linea comoda ed ampia. Perfetto per la primavera, ma direi anche per le fresche serate estive.

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Anche stavolta, ho scelto un tessuto di Supercut: un crepe di viscosa morbido e fluente.  Brigitte è stata disponibile a fornirmi i consigli sul lavaggio e la stiratura. Sul suo shop online troverete senz’altro uno o più tessuti per questo abito. Ho poi abbinato un Cucitutto in tinta con lo sfondo.

Taglio e cuciture

Il cutter ergonomico non lo cambierei per nessun altro al mondo! Taglio netto anche con più strati di tessuto.

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Ho cucito con macchina da cucire lineare ma rifinito prima tutti i pezzi con taglia e cuci. Trattandosi di un colore particolare, ho utilizzato il Cucitutto della stessa sfumatura anche per la taglia e cuci ed il risultato è stato ottimo.

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Imparare nuove tecniche

Uno dei motivi per cui ho scelto questo modello è che mi avrebbe dato la possibilità di confrontarmi con qualcosa di nuovo: cucire le tasche!

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Apprezzo sempre molto anche ripassare come si cuce uno scollo, adesivando sempre il ripiego.

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Niente imbastiture

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Imbastire no, non lo farò mai, spilli spilli e ancora spilli!

Le maniche dell’abito: adorabili

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La versione di abito che ho scelto è la 3C e le maniche arrivano praticamente al gomito. Nell’orlo, si inserisce l’elastico per creare un effetto palloncino. Voi come infilate gli elastici?

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Cucire questo abito è stato rilassante, sia il tessuto che il modello erano ben gestibili. Cade bene e l’ho già indossato molte volte, anche sui jeans.

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Proverete anche voi a cucirlo?

Cappotto Chocolat di The Yellow Peg

Cappotto Chocolat di The Yellow Peg

Che ci crediate o no (io stento ancora a crederci, effettivamente, quindi vi capirei se non mi crediate), ho cucito un cappotto di lana. Simona di The Yellow Peg è stata la persona che mi ha convinta a cucire qualcosa per me. Per questo, il primo capo di abbigliamento che ho cucito è la blusa Chantilly. E, dalla blusa Chantilly al cappotto di lana è un attimo!

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Chocolat: una giacca, ma anche un cappotto

Come tutti i cartamodelli di The Yellow Peg, Chocolat ha tre versioni:

  • Versione 1: giacca per un look minimal
  • Versione 2: più sportiva con tasche e cappuccio è l’impermeabile immancabile nel tuo armadio
  • Versione 3: il cappottino che ho cucito

Si può acquistare in versione PDF da stampare a casa o in formato cartaceo con la sua scatolina. In entrambe le versioni, oltre al cartamodello c’è il libretto di istruzioni con foto molto dettagliate di tutti i passaggi. Ho cucito per me una XS, per avere una vestibilità più aderente, ma solitamente sono fra una S ed una M.

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I tessuti di Supercut

Per cucire il cappotto Chocolat, ho scelto due tessuti dallo shop online Supercut. Il primo è un Tweed in 100% lana Pied de poule. E’ di una pesantezza perfetta per questa stagione ed i colori, panna e rosso, lo rendono molto primaverile.

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Il secondo tessuto, usato per la fodera del cappotto, è una viscosa bianco perla a quadri dorati, molto elegante! Su Supercut è disponibile anche in altri colori.

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Cucire il cappotto: da dove si parte

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Il cappotto è composto da pochi pezzi, dietro, davanti destro e sinistro, polsini (sia per l’esterno che per la fodera) e ripiego. Ho adorato le maniche, non solo perché non si cuciono essendo integrate in un unico pezzo nel dietro e nei due pezzi del davanti, ma per la loro vestibilità. E’ stato molto semplice assemblare il ripiego, dopo averlo rinforzato con una fliselina sottile.

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Il nastro termoadesivo per orli

Prima di passare alla fodera, seguendo le istruzioni, bisognerà applicare il nastro per orli biadesivo sia sull’orlo inferiore che sul giromanica.

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Con il ferro da stiro mini è stato rapidissimo: basta soffermarsi sul nastro per 10 secondi e passare al pezzo successivo.

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Fodera, non ti temo!

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E’ trascorso un anno da quando ho scelto di portare avanti il progetto di un armadio sostenibile che vuol dire: stop agli acquisti compulsivi, comprare solo quello che davvero mi serve e che non riesco a cucire da me. Il risultato? Ho fatto pochissimi acquisti e sto cucendo capi stupendi! Diciamo che questo cappotto è proprio il mio capolavoro. Con le istruzioni fotografiche del libretto ho cucito la fodera in maniera agevole ed era la mia prima volta in assoluto. La figata, è che non serve nessun punto a mano. Dopo aver rivoltato, il cappotto sarà finito!

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P.S. Essendoci la fodera, nessuna cucitura è a vista per cui ho cucito tutto con la macchina da cucire. Per una volta, la taglia e cuci si è presa una vacanza.

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L’abbottonatura

Al posto di asole e bottoni, ho optato per questa versione: gli automatici. In realtà quelli che ho  usato cono dei bottoni automatici per lana, ma devo dirvi che fanno comunque il loro lavoro.

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Questo modello mi piace. E’ semplice e versatile e di sicuro cucirò al più presto la versione più corta.

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Post realizzato in collaborazione con Supercut.

Sade blouse di Named Clothing

Sade blouse di Named Clothing

La Sade blouse fa parte del libro di cartamodelli Breaking the Pattern di Named Clothing. E’ stato un regalo di Natale di mia sorella e mi sono subito lanciata nella lettura delle 192 pagine, già durante le vacanze. I cartamodelli all’interno sono 10  e per ciascuno di essi sono previste delle variazioni. Per cui, potrete creare davvero numerosi capi diversi. Lo stile è molto lineare ed elegante, ma con dettagli assolutamente riconoscibili che si ripropongono nei vari modelli. La difficoltà dei progetti cresce man mano che si passa da uno all’altro. Si parte da una borsa, fino a cucire un cappotto, wow!

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La doppia garza Stardust Ochre

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Per la Sade blouse serve un tessuto leggero in grado di seguire i tuoi movimenti. La doppia garza è perfetta ed è anche stata utilizzata per il modello del libro. Su Supercut trovate una selezione di doppia garza, con pois dorati ricamati, in ben 8 colori diversi. Ammetto di aver tentennato nella scelta del colore ma ho poi pensato di avere una continuità di nuanches nel mio armadio sostenibile. Vi ricordate l’abito da cocktail Blair Waldorf di Republique Fabrique? E’ praticamente dello stesso colore!

Primo step: ricalcare il cartamodello

Anche quando si tratta di cartamodelli non sovrapposti, come ben sapete, preferisco ricalcare la mia taglia. Su Breaking the pattern le  taglie vanno dalla 34 alla 50. Alle taglie europee c’è la corrispondenza con le taglie degli altri paesi e per semplificare le hanno trasformate in taglie da 1 a 9. Come al solito, ho preso le mie misure e sono rientrata in una taglia 3. Ricordatevi sempre di scriverlo sul cartamodello e di riportare su di esso tutte le tacche e le scritte.

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Rinforzare is the new black

Dopo aver tagliato i vari pezzi della Sade blouse, il secondo passo è rinforzare tutti gli orli che rimarranno a vista. Ho usato in nastro di Prym applicandolo facilmente con il ferro da stiro. E’ un nastro da 2 cm di larghezza ma a me serviva solo 1 cm per cui l’ho tagliato a metà per tutta la lunghezza necessaria.

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Pinces non mi fate paura

Per cucire le pinces ho utilizzato il metodo del punteruolo spiegato in questo video da Simona di The Yellow Peg al minuto 5:14.

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Rifiniture a taglia e cuci

In Breaking the pattern, ci sono delle pagine all’inizio dedicate ad alcune tecniche che non verranno ripetute nei vari modelli. Tra queste le rifiniture.

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Infilare i nastri in un attimo

L’ultimo passaggio della Sade Blouse prevede la cucitura dell’orlo inferiore e di quello delle maniche creando un passante per un nastro. Con l’infilanastri Prym è stata una passeggiata.

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Carino l’effetto sulle maniche, ma potrei anche indossarla senza nastro sulla parte inferiore, che ne dite?GCiletta_rocchettiepois_sade_blouse_dietro

Se volete approfondire e sfogliare questo libro di cartamodelli, vi consiglio di guardare il video IGTV di Raglan che trovate qui.

Felpa Jarrah di Megan Nielsen Patterns

Felpa Jarrah di Megan Nielsen Patterns

Se vuoi provare a cucire un tessuto elastico, per la prima volta, la felpa Jarrah  di Megan Nielsen Patterns è il progetto che fa per te! E’ un cartamodello che ho acquistato in versione PDF e poi stampato in una copisteria.

Un cartamodello, quattro versioni

La felpa Jarrah si può cucire in 4 versioni differenti. Io ho scelto di iniziare con la C, mi ha convinta il nodo sul fianco. Ma , attenzione, le voglio cucire tutte. Ho cucito una taglia 10, è risultata un po’ grande per me, ma sapete che adoro vestire oversize.

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La felpa di cotone

Per questa felpa volevo un tessuto di qualità. Sullo shop online di Supercut ho selezionato la felpa di cotone firmata See You at Six in bordeaux ed arancione kaki. E’ un tessuto morbido e caldo, leggermente stretch. Oltre a questa fantasia a quadri molto grandi, ce ne sono altre bellissime nella sezione maglia.

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Ricalcare il cartamodello

Anche stavolta, ho ricalcato il cartamodello con della carta velina, ricordandomi di trasferire tutte le tacche, i numeri corrispondenti e la taglia. Sembra strano, ma solo dopo innumerevoli dimenticanze nei passati progetti, ho finalmente ricopiato tutto.

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Rifiniture della felpa non definite

Nelle istruzioni della felpa, le rifiniture non sono specificate. Avrei potuto cucirla evitando la macchina da cucire, ma mi sono appassionata ad i punti elastici per cui ho cucito e rifinito a taglia e cuci, in due passaggi.

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Le tacche del girocollo

Arrivata alla parte del girocollo, per un attimo, ho pensato di aver sbagliato taglia. Questo perché non avevo fatto corrispondere bene le tacche. Pericolo scampato!

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Il mio armadio sostenibile cresce sempre più. Qui trovate le vecchie puntate.

Questo post è scritto in collaborazione con Supercut.