Krissa Crop di Amy Nicole Studio

Krissa Crop di Amy Nicole Studio

Il Krissa Crop è un top corto con una particolare abbottonatura dietro scaricabile gratuitamente sul sito di Amy Nicole Studio. Ho scoperto questo pattern grazie al #sewalong organizzato questo mese da Raglan.

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Che cos’è un #sewalong?

Immaginate un #sewalong come un un lungo pomeriggio di cucito tra amiche, trascorso in mezzo a tessuti tutti diversi, fili e bottoni. Solo che il pomeriggio è lungo un mese intero, l’incontro è online e si cuce insieme lo stesso progetto. Lavorare alla realizzazione dello stesso cartamodello è confortante. Si scambiano informazioni e si superano incertezze insieme.

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Da qualche mese sono iscritta alla newsletter di Raglan: un trio di entusiaste del cucito con competenze su più livelli. Ogni mese organizzano un #sewalong diverso comunicato tramite la loro newsletter. Ma non finisce qui, stanno lavorando ad una linea di cartamodelli! Il primo verrà pubblicato tra qualche giorno e sarà gratis.

La microfantasia di cotone blu di The Color Soup

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Per il mio Krissa Crop ho scelto un tessuto di The Color Soup acquistabile a metro. Si tratta di un cotone tessuto con due fili colorati che creano una microfantasia pied de poule bianco e blu. La tela è molto sottile perfetta per la stagione estiva. E’ ondulata, vaporosa e ideale per camicette, abiti o delicati foulard.

Per cucirlo, ho posizionato uno di fianco all’altra, sulla mini scrivania le mie due compagne Singer: la taglia e cuci e la macchina da cucire elettronica.

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Un cartamodello per principianti

Le istruzioni sono in lingua inglese e le illustrazioni dei vari step sono chiarissime. Il Krissa Crop è un modello per principianti, ma ci sono un paio di tecniche base che imparerete:

  • cucire le pinces: io trasferisco le pinces dal cartamodello al tessuto utilizzando il pennarello azzurro delebile con acqua. Così, quando ho finito, passo un po’ d’acqua e via tutto

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  • applicare lo sbieco: sia nel giro manica che nel giro collo ho applicato lo sbieco con fantasia in contrasto. Ma se volete, potete crearlo voi con la stessa stoffa seguendo questo tutorial di The Yellow Peg

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  • cucire delle asole con la macchina da cucire: le asole, non sono più un segreto! Prossimo post sul blog: come cucirle con la mia Singer C430. Ho scelto due bottoni di recupero ripescati dal barattolo dei bottini: uno si abbina al tessuto, l’altro allo sbieco visibile solo dall’interno.

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  • orlo invisibile: anche se io ho fatto una cucitura dritta, Amy spiega come realizzare un orlo invisibile

E’ il top dell’estate

Io ho già deciso. Questo sarà il top dell’estate. In tessuto fresco a fantasia per la spiaggia e tinta unita per la sera.

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Questo top si aggiunge felicemente agli altri capi che trovate nel mio armadio sostenibile 🙂

Abito da cocktail Blair Waldorf di Republique Fabrique

Abito da cocktail Blair Waldorf di Republique Fabrique

Chi lo avrebbe mai detto che dopo solo un anno dall’inizio della mia avventura nel cucito sartoriale avrei addirittura realizzato un abito da cocktail? Eppure, eccomi qui a presentarvi uno dei miei cartamodelli preferiti di Republique Fabrique: l’abito Blair Waldorf!

Cosa include il cartamodello

In tutti i kit di Republique Fabrique sono inclusi:

  • un libretto con le spiegazioni per cucire il capo. Ogni step ha un disegno, per essere ancora più comprensibile. Nell’ultima pagina trovate le misure e la loro corrispondenza in taglie. Ci sono anche delle foto dell’abito realizzato d un’immancabile playlist! La scatola ha all’esterno un’immagine del modello scelto ed ha sul lato un’etichetta.
  • Oltre al libretto, c’è il cartamodello ripiegato, in una carta velina molto spessa.
  • Dettaglio che mi ha reso molto lieta: la palette ispirazionale, dei ritagli di tessuto di diverse fantasie e materiale per aiutarvi nella scelta della stoffa

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I tessuti consigliati

Elena e Francesca consigliano cotone, lino, georgette e viscosa per la stagione calda. Ho scelto “Moonstone Ochre” una morbidissima viscosa di Atelier Brunette acquistata nello shop online di Atelier Vicolo n. 6.Questo pattern e la palette di colori si abbinano a tutte le stagioni. Non è stato semplice cucire la viscosa, anzi. Ho dovuto interrompere il progetto a metà perché la mia taglia e cuci ha richiesto un ricovero d’urgenza e mi è risultato impossibile rifinire decentemente i margini utilizzando il punto zig zag.

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La parte più complicata

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L’abito Blair Woldorf è un cartamodello di livello avanzato. Ho trovato un’unica difficoltà: la coulisse, ma una volta cucita, l’effetto è stupendo e vorrai cucire coulisse tutto il giorno. Per infilare l’elastico all’interno, Francesca ed Elena svelano un trucco molto furbo a pagina 6 del libretto di istruzioni. Io ho utilizzato un attrezzo di Prym che consente di bloccare l’elastico, non perdendolo per strada, e trascinarlo agevolmente all’interno della coulisse.

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Non imbastirò mai

Come recita una delle loro magliette, “Non imbastirò mai come volete voi!”. Vi comunico che l’intero vestito è stato realizzato senza alcuna imbastitura! Eccovi le prove dei milioni di spilli utilizzati per cucire la coulisse. Missione compiuta!

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Il dettaglio perfetto

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Balze, pieghe o ruches, non possono mancare negli abiti che cucio, vero? Adoro il dettaglio del giromanica (manica che non c’è, il che è ancora meglio!).

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Per altri progetti come questo, passa nella sezione ARMADIO SOSTENIBILE del blog!

Top con scollo all’americana di Oh, Mother Mine DIY!!

Top con scollo all’americana di Oh, Mother Mine DIY!!

Dal momento che sul blog è apparsa la nuova categoria “Armadio Sostenibile“, bisogna tenerla viva! Oggi vi presento il primo progetto realizzato seguendo un tutorial di YouTube suggeritomi da Valeria di Vavit. Anche lei, come me, si sta dando alla pazza gioia in questa quarantena e mi ha dato molti consigli su risorse online di cucito sartoriale. Il top con scollo all’americana è un tutorial di Oh, Mother Mine DIY!!, blog della spagnola Marta Cardenas.

Lo scollo all’americana

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Viene chiamato all’americana o halter ed è un particolare tipo di scollo che lascia scoperte le braccia e le spalle pur avendo le bretelline. Nella maggior parte dei modelli, ha una chiusura dietro al collo con bottoncini o con bretelle annodate. E’ uno degli scolli che preferisco, ma la vera ragione per cui ho scelto questo top sono le ruches!

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Il cartamodello è gratuito

Dal post sul blog di Marta, è possibile scaricare gratuitamente il cartamodello. Si tratta di un PDF di poche pagine da comporre. E’ una versione molto spartana, disegnata a mano e poi digitalizzata. Non tutte le parti del top con scollo all’americana sono nel cartamodello, ma nel video viene spiegato come ricavarle.

Il videotutorial del top su YouTube

In un video di 18 minuti, Marta spiega come realizzare il top con scollo all’americana partendo dal taglio del tessuto. Purtroppo il video è in spagnolo, con sottotitoli nella stessa lingua e questo ha rappresentato un grosso problema per me. Ma dopo aver rivisto più volte alcuni passaggi chiave sono comunque riuscita nell’impresa. La parte più antipatica è sicuramente l’applicazione di strisce di tessuto a mo’ di sbieco. Diventa ancora più complicato se come me scegliete la viscosa.

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Pro e contro

Non credo di realizzare altri tutorial in una lingua che non conosco. Credo che le prossime volte mi fermerò a quella inglese! Ci ho provato perché il progetto del top è semplice e sfizioso.

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Camicia di jeans di Burda giovane & easy

Camicia di jeans di Burda giovane & easy

In quarantena, io e la mia Singer C430 ci stiamo dando da fare! La camicia di jeans è un capo che non può mancare nel guardaroba sostenibile che sto pian pianino costruendo. Credo che questa con ruches sia il progetto più complesso cucito finora. Ma, mi sono detta: hai tempo! E via a sfogliare un Burda giovane & easy che avevo a casa, il numero 20 (autunno 2019).

Dal cartamodello…

Data la mia inesperienza nel cucito sartoriale, gli unici Burda che posso permettermi di tenere fra le mani sono i giovane & easy, perché ogni modello è spiegato passo dopo passo con immagini e descrizioni dettagliate. La tabella delle taglie è chiarissima: ho preso le mie misure e definito quale taglia considerare una 38 (che dovrebbe corrispondere ad una IT 42).

La peculiarità del Burda Giovane & Easy è che i vari cartamodelli non sono sovrapposti, quindi si potrebbe ritagliare il cartamodello direttamente nella taglia desiderata. Io però non volevo rovinare l’originale, per cui ho ricalcato tutto con della carta per cartamodelli, facendo attenzione a riportare tutto nella mia versione: tacche, numeri di congiunzione, indicazione del drittofilo, ecc.

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…al taglio

Per realizzare la mia camicia di jeans ho scelto un cotone lavato indigo color light blue di The Color Soup. Avete già dato un’occhiata alla loro sezione tessuti e cartamodelli? E’ morbido, fresco e leggero. Un cotone 100% perfetto per il mio progetto!

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Dopo aver posizionato il tessuto sul pavimento della cucina (ahimè non ho un tavolo da taglio), ho spillato e appoggiato dei pesetti sui vari pezzi del cartamodello seguendo lo schema riportato sul giornale, un’ottima idea per non sprecare tessuto. Per tagliare, ho utilizzato cutter e forbici.

Il filo per cucire

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Non è solo necessario un buon tessuto per la buona riuscita di un progetto. Conta moltissimo anche il filo da cucire. Per la camicia di jeans, ho utilizzato due diversi fili, entrambi Gütermann:

  • Jeans 100 m: perfetto sia per rammendare che per la macchina da cucire. E’ un colore melange che si confonde con il tessuto denim, per cuciture quasi invisibili!
  • Denim 100: ideale per cuciture decorative ed impunture, è il filo che ha fatto la differenza nella mia camicia di jeans. E’ disponibile in sei colori ed anche in un pratico set. Per impunturare la camicia, ho lasciato nella bobina inferiore il Jeans 100 m. Con la SInger C430, sono riuscita a fare delle impunture sempre alla stessa distanza dal bordo, grazie alla funzione di spostamento dell’ago.

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Ho imparato una nuova tecnica

Grazie alle istruzioni riportate sulla rivista, ho imparato una nuova tecnica: come rifinire il giromanica utilizzando il nastro sbieco. Il risultato è pulito ed il giromanica ben rinforzato. Per fortuna, ho sempre con me le mie forbici per applicazioni o…per tagliare l’eccesso dello sbieco senza rischiare di pizzicare il tessuto sottostante.

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La parte più divertente

Non ci crederete, ma la parte più divertente è stata cucire le ruches. Sarà perché ho un debole per i volant, ma appena li vedo in un progetto, vorrei subito realizzarlo! Vi ricordate lo scollo dell’abito Doris di Atelier Vicolo n.6?

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Ditemi se non sono stupende inserite fra la manica e la sottomanica nella camicia di jeans! Ho lasciato non rifinita la parte inferiore. Con l’usura si creerà l’effetto sfilacciato.

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Le chiusure

Il progetto prevedeva come chiusure dei bottoni automatici di Prym: i miei preferiti! Anche stavolta, asole evitate. Evvai! Sapete che non ne ho mai cucita una in vita mia? I bottoni metallici si possono applicare facilmente con la Pinza Vario, li avevo utilizzati anche nel tutorial dei fermacavi, vi ricordate?

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Camicia finita!

La camicia di jeans è pronta per essere indossata. Per vedere gli altri capi del guardaroba sostenibile che ho cucito, vi aspetto nella sezione tutorial del blog.

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La blusa Jen Lindley di Republique Fabrique diventa abito

La blusa Jen Lindley di Republique Fabrique diventa abito

Con grande orgoglio, torno a mostrarvi un nuovo capo di abbigliamento che ho cucito. Mesi fa ho acquistato il cartamodello Jen Lindley di Republique Fabrique, proprio durante il suo lancio! Questo modello è dedicato alla trasgressiva adolescente di Dawson’s Creek, ve la ricordate?

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Cosa include il cartamodello

All’interno di una preziosa scatola, trovate:

  • un libretto con le spiegazioni per l’assemblaggio del capo, passo dopo passo. L’ultima pagina è, invece, dedicata alle misure e alla loro corrispondenza in taglie. La scatola ha all’esterno un’immagine del modello scelto ed ha sul lato un’etichetta. La mia collezione conta già due cartamodelli di Republique Fabrique e l’etichetta con il nome del modello è molto utile per distinguerli ed ordinarli su una mensola, come fossero dei libri.
  • Oltre al libretto, c’è il cartamodello ripiegato, in una carta velina molto spessa.
  • Dettaglio che mi ha reso molto lieta: la palette ispirazionale, dei ritagli di tessuto di diverse fantasie e materiale per aiutarvi nella scelta della stoffa

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Come trasformare la blusa in un abito

Da subito ho immaginato la blusa Jen Lindley trasformata in abito. Grazie al taglio molto semplice, è stato un gioco da ragazze! Dopo aver preso le misure standard necessarie alla selezione della taglia, ho misurato dalla spalla fin sopra il ginocchio: 92 cm. Quando ho ricalcato il cartamodello, ho allungato i fianchi fino a 92 cm. Mi sono aiutata con la squadra Prym 15 x 60 cm. Il mio è un abito dritto, ma se vi va, potete anche renderlo più svasato.

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Tessuto e taglio

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Per realizzare il mio abito, ho stampato su The Color Soup una grafica di Insunsit. Ho scelto il popeline di cotone, un tessuto leggero di cotone freschissimo e morbido, anche se compatto. E’ perfetto per cucire camicette, abiti, tuniche, fazzoletti, tovaglioli o bandane. Ho fissato sul tessuto piegato in doppio le parti del cartamodello, come illustrato nel libretto, ed ho tagliato. Mi raccomando, ricordatevi di trasferire sempre le tacche prima sulla copia del cartamodello e poi sul tessuto.

Taglia e cuci, è il tuo turno

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Prima di iniziare l’assemblaggio, ho rifinito con la taglia e cuci i fianchi, le spalle, i tre lati dritti delle maniche, le fasce per le balze, il retro del mio vestito. Ammettiamolo, la cucitura della taglia e cuci rende professionale anche un capo cucito con mani inesperte. Non è senz’altro una macchina semplice da utilizzare, ma una volta capito il meccanismo non ne farete più a meno.

Via, si cuce!

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Sono stata una bravissima alunna ed ho seguito tutti i passaggi elencati da Elena e Francesca. Tranne uno…

Non imbastirò mai!

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Arrivata alle maniche mi sono divertita un sacco. Adoro le rouges! Con la macchina da cucire ho fatto una cucitura con punto molto largo, ho tirato uno dei due fili e voilà! Le fasce si sono arricciate. Per cucirle alla manica, le ho fissate mooolto attentamente (come si vede in foto) con le pinze per tessuto Prym. Bisognava poi imbastire le maniche al vestito, ma no! Non l’ho fatto! Ho fissato il tutto con 225166164566 spilli ed è andato tutto bene! Elena, maestra cattiva, perdonami! Francesca, so che tu puoi un po’ capirmi!!

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Dunque, che ne dite del mio abito Jen Lindley? Adesso però, va fatta anche la blusa!

P.S. trovate qui e qui gli altri due capi di abbigliamento cuciti da me!

Abito Doris di Atelier Vicolo n. 6

Abito Doris di Atelier Vicolo n. 6

Uno dei miei buoni propositi per il 2019 (o forse era il 2018?) è quello di ritagliare del tempo e cucire per me. Sto facendo grossi progressi, se pensate che prima delle vacanze ho realizzato un paio di pochette impermeabili per i solari 50+, dai quali non posso separarmi. E avete forse dimenticato la blusa Chantilly di The Yellow Peg che ho cucito a Febbraio? Trovate qui il post, per fare un ripasso veloce.

Doris: amore a prima vista

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Ho scelto di realizzare un abito da mettere subito in valigia. Quando ho scaricato la versione PDF del cartamodello, però, non sapevo ancora per quale fra i viaggi in programma sarebbe stato ultimato! Sapete poi com’è andata? Scaricato e cucito tutto d’un fiato! Mi ha accompagnata quest’estate e ho scattato le foto in Sicilia a casa dei miei genitori. Adoro indossare abiti, purché non siano troppo corti o scollati sul davanti. Il cartamodello, disponibile in versione cartacea o PDF, vi permette di scegliere se realizzare abito o t-shirt. La vestibilità del mio Doris è molto comoda e, nonostante l’elastico in vita, non stringe!

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Il mio primo capo in jersey

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Per la realizzazione di Doris, Francesca di Atelier Vicolo n. 6 consiglia di scegliere un tessuto elasticizzato. Io ho acquistato un jersey di viscosa da Giesse Scampoli, sorprendentemente a pois. Ma non è il solito pois! Ciò che è insolito sul serio, invece, è la scelta del blu. A parte due paia di jeans, nel mio armadio non figurano né blu, né beige e tutte le sfumature del marrone. Torniamo al jersey, adesso. Non è stato semplice adattarmi ad un tessuto che non sia il solito cotone che utilizzo per i workshop. Ero agguerritissima e pronta ad affrontare questa sfida! Il mio fedele alleato? L’ago macchina per jersey. Senza il suo aiuto ed incoraggiamento penso proprio che non ce l’avrei mai fatta. Ha evitato infatti che il tessuto si rovinasse. Ho utilizzato il filato Cucitutto di Gütermann in poliestere e realizzato le cuciture con punto zig zag e dritto per gli orli e lo scollo.

Il dettaglio che mi ha fatta impazzire, di gioia

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La particolarità di Doris è lo scollo tondo sia davanti che dietro, più profondo sulla schiena ed arricchito da un volant arricciato. E’ la parte dell’abito che ha richiesto maggiore attenzione e applicazione in termini di tempo. Per una volta, sono stata costretta ad imbastire! Lo so che imbastire non è un male del mondo e che nel cucito sartoriale è, quasi sempre, necessario, ma io non sono per nulla abituata. Dopo varie peripezie, ecco qui lo scollo romantico di Doris.

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Doris mi calza a pennello. Non ho modificato nulla rispetto al cartamodello, se non la lunghezza della gonna (di 3 cm più corto).
Ed ora, che tessuto scegliereste per la versione invernale?