Abito Passepartout di Republique Fabrique

Abito Passepartout di Republique Fabrique

Alla fine, è arrivato quel momento della gravidanza in cui non sapevo proprio cosa mettere. Ho comprato pochissime cose premaman e, per fortuna, ne ho ereditata qualcuna da un’amica. Ma, per affrontare il nono mese con queste ondate di caldo, c’era bisogno di un capo comodo, ampio ed in un tessuto fresco. Ecco che ho cucito l’abito Passepartout di Republique Fabrique!

Il  cartamodello ed il tessuto

L’abito Passepartout fa parte di una serie di CLUB Fabrique, un portale di corsi di cucito online in abbonamento (mensile o annuale). Una libreria di corsi in continuo aggiornamento. Cosa troverete dentro CLUB Fabrique?

  • video tutorial passo dopo passo di tutti i progetti (anche di questo abito che ho cucito)
  • approfondimenti su tecniche specifiche
  • cartamodelli scaricabili

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E’ un modello comodo e versatile, con taglio in vita ed arricciatura: perfetto anche per un pancione! Il tessuto che ho scelto per realizzarlo è un cotone 100% freschissimo.

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Dal taglio all’assemblaggio

Il cotone è un tessuto fermo che si taglia in un attimo con cutter e piano di taglio.

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Non ho imbastito, nemmeno per la parte dell’arricciatura in vita: ho posizionato gli spilli perpendicolarmente e ho cucito sopra, fermandomi un millimetro prima di arrivare agli spilli. Giuro!

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Le macchine da cucire utilizzate sono le solite: lineare Singer CE677 per tutte le cuciture.

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Rifiniture tutte in taglia e cuci con la Singer 14HD854!

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Rispetto alle istruzioni di Republique Fabrique, ho modificato solo un passaggio: la rifinitura dello scollo. Ho utilizzato un nastro sbieco al posto dell’orlo proposto nel video tutorial.

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Le maniche: adoro!

Cucire le maniche a trapezio è stata una passeggiata. E’ la prima volta che mi capita di cucire delle maniche dritte nella parte superiore. Adoro!

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Ho cucito una 44 e per la taglia mi sono regolata in base alle attuali misure.

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Insomma, questo abito mi ha dato tante soddisfazioni e, fino a prima che nascesse Matteo, l’ho indossato moltissimo.

Adesso tocca indossare solo due pezzi o abiti che mi permettano una facile gestione dell’allattamento.

T-shirt Mousseline di The Yellow Peg maternity hack

T-shirt Mousseline di The Yellow Peg maternity hack

La pancia inizia ad essere ingombrante e proiettarsi verso l’estate non aiuta. Ho bisogno di capi comodi ma non ho molta voglia di acquistare o cucire qualcosa di prettamente prémaman, utilizzabile solo per pochi mesi. Così, ho cucito la mia prima t-shirt in jersey! E non è la solita t-shirt, ma una versione modificata di Mousseline di The Yellow Peg, adatta alle mie attuali forme 🙂 Simona ha recentemente condiviso questo hack sul suo blog che si realizza partendo dal cartamodello della t-shirt incluso nel corso “Impara a cucire il jersey”. Basterà poi seguire gli step di questo video per adattare il cartamodello alle vostre forme.

“Impara a cucire il jersey”: un concentrato di tips & tricks

Il jersey è un tessuto con il quale si possono realizzare un’infinità di capi comodi e confortevoli. Eppure, cucirlo incute molto timore, soprattutto se non si ha una taglia e cuci che ci permetterebbe non solo di rifinire il capo ma addirittura di utilizzarla come unica macchina per la confezione del capo.

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Il corso di Simona è un frullato di sapere con 40 video lezioni per un totale di 4 ore e mezza. Dopo averlo finito, non solo saprete come preparare, tagliare, cucire e rifinire i tessuti elasticizzati (sia con taglia e cuci che a macchina), ma potrete realizzare la t-shirt Mousseline, la felpa ed il cardigan Fondant. Come se ciò non fosse abbastanza, Simona ci da ancora un aiuto: la possibilità di acquistare il pacchetto corso + kit e ricevere direttamente tutto il necessario per cucire i progetti dai tessuti, alle fliseline, fino ai bottoni. Un sogno, insomma!

Il jersey di Lebenskleidung

Ho cucito la t-shirt Mousseline utilizzando proprio il kit “senza pensieri” di The Yellow Peg. Il tessuto che Simona ha scelto è un jersey BIO certificato GOTS morbido al tatto e ben strutturato. Non ho riscontrato particolari difficoltà nel cucirlo.

Le righe ahi ahi

Uno dei video che ho molto apprezzato, è dedicato a come far combaciare le righe. Mettendo in pratica i consigli di Simona sono riuscita a far filare tutto liscio, anzi dritto!

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Tagliare il jersey

Se avete cutter e piano di taglio, tagliare il jersey sarà rapido e indolore. A me risulta anche più semplice di altri tessuti perché non si sfilaccia.

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I rinforzi termoadesivi

Il jersey è un tessuto elasticizzato e con il tempo potrebbe cedere nei punti più sollecitati, come il girocollo o le spalle. Per questa ragione, una volta tagliati i vari pezzi bisognerà rinforzare queste parti, ma attenzione al tipo di fliselina che sceglierete.

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I profili della t-shirt

GCiletta_rocchettiepois_t-shirt_mousseline_the_yellow_peg_profiliLo step che ha richiesto maggiore attenzione è stato quello dei profili di maniche e girocollo. Stirare il jersey non è proprio una passeggiata ma grazie al mini ferro Prym si fa tutto 🙂GCiletta_rocchettiepois_t-shirt_mousseline_the_yellow_peg_cucire_profili

Dopo averli cuciti e passati in taglia e cuci, per rifinirli, ho per la prima volta utilizzato l’ago gemello che ha dato una finitura davvero professionale alla mia t-shirt. Attenzione, anche in questo caso l’ago va usato in base al tessuto.

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T-shirt completata!

Sono super soddisfatta della mia nuova t-shirt, soprattutto perché è un modello che sfrutterò anche dopo la gravidanza. Di che colore cucirò la prossima?

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Infinito hack di Raglan: le maniche arricciate

Infinito hack di Raglan: le maniche arricciate

Il top Infinito di Raglan è uno dei miei pattern preferiti. Per questo, dopo il primo, ho deciso di cucirne un secondo ed ho già preparato il tessuto per il terzo! E’ un modello super versatile: potrete realizzarlo con stoffe leggere per la bella stagione o pesanti per l’inverno. Poi basta giocare con le maniche e cambierà tutto.

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Modificare il cartamodello

Per la prima volta, ho modificato un cartamodello! Per il nuovo Infinito, ho seguito passo passo le istruzioni contenute in questo post del blog di Raglan. E’ stato divertente sezionare la manica, dopo averla ricalcata su un nuovo foglio.

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Il tessuto a fiorellini

Volevo un secondo Infinito per la Primavera/Estate. Ho sfruttato molto quello cucito lo scorso anno, ma volevo cambiare colore e consistenza del tessuto. Ho scelto un 100% cotone. Stavolta niente link di suggerimento all’acquisto 🙁 Si tratta di uno scampolo acquistato in un mercato. Non è adorabile?

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Le istruzioni

Per cucire il top Infinito ho seguito per la prima parte le istruzioni, partendo dalle pinces. Voi che metodo usate per tracciarle dal cartamodello al tessuto? Io punteruolo e pennarello!

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La manica arricciata

Anche se la vostra manica sembrerà enorme nel cartamodello, una volta arricciata assumerà un forma regolare. Distribuire l’arricciatura resta sempre il mio passatempo preferito.

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Il polsino

Oltre alla dimensione, la nuova manica avrà anche un’altra differenza con quella di Infinito standard: il polsino. Semplice da disegnare (è un rettangolo), andrà poi rinforzato con una fliselina.

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L’arricciatura delle maniche dovrà poi essere distribuita in modo da stare dentro al polsino. Così, non ci sarà bisogno di orli o rifinture.

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Quello che cambia con l’hack della manica arricciata è proprio l’attaccatura delle stesse al corpino. Secondo le istruzioni sul blog, avendo cucito prima il sottomanica, si andrà ad inserire la manica nel top dritto contro dritto. Importante: non dimenticate di creare la rotondità sul colmo della manica con delle arricciature.

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L’ho già detto che Infinito è un top super versatile? Io lo sto sfruttando molto anche in gravidanza! Ecco una foto con mia sorella, artefice di molte delle foto che vedete sul blog.

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Per vedere tutti i progetti che ho cucito, basta andare alla sezione ARMADIO SOSTENIBILE.

Abito da sposa DIY: guida in 10 step

Abito da sposa DIY: guida in 10 step

Sono sicura che le spose 2022 e, perché no, anche 2023, siano intente a immaginare il proprio abito da sposa. Che sia bianco o colorato, corto o lungo, c’è un’unica certezza: indossandolo dovrete sentirvi voi stesse. Avete mai pensato di cucire o disegnare il vostro abito da sposa?

Come sapete, lo scorso anno ho cucito il mio abito DIY, chi se l’è perso può trovare qui un articolo sul perché ho deciso di realizzarlo da me. Insieme a Simona di The Yellow Peg abbiamo creato una guida su Instagram per condividere la nostra esperienza in 10 step ed oggi ve la ripropongo qui sul blog.

1- Crea la tua moodboard

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Da dove partire se si vuole perseguire il sogno di cucire o progettare da zero il proprio abito da sposa? La risposta è molto semplice: create la vostra moodboard!

  • Chiudete gli occhi ed immaginate il vostro matrimonio. Lo so che avete già tutto in mente! Poi focalizzatevi sullo stile, sui colori, sull’atmosfera e su tutto ciò che ruota intorno all’abito. Lo vedete già?
  • Fate una raccolta di materiali fotografici e non che vi facciano pensare a quel giorno e all’abito che indosserete (Pinterest e Instagram sono una fonte infinita!): palette colori, acconciature, tessuti, carta, bouquet.
  • Stampate le foto ed appendete tutto su una bacheca, ricordando che questi non saranno i materiali che effettivamente userete per il matrimonio, ma gli elementi accostati l’uno all’altro vi serviranno per generare ulteriori idee e costruiranno il vostro punto di partenza.

2- Scegli il tuo team

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Uno dei passi fondamentali da compiere per creare un abito da sposa DIY senza (quasi) stress, è la scelta delle persone che fianco a fianco vi guideranno in questo progetto.

  • Una consulente d’immagine: qual’è il modello che fa per voi?
  • Una sarta/designer: sia che voi lo facciate cucire da lei o che vogliate cucirlo da sole, una persona abile nel cucito e nella modellistica sarà fondamentale per confrontarvi sul da farsi.
  • Fornitori di tessuti ed accessori: rivolgiti a dei professionisti del settore sposa. Non importa che siano geograficamente vicini.
  • Una merceria ben fornita: i dettagli e le rifiniture sono importantissime. Le merciaie sono delle consulenti molto preziose!
  • Il pubblico da casa: come in atelier, scegli chi ti consiglierà e seguirà le varie prove.

Personalmente ho scelto la mia mentor ad occhi chiusi. Simona di The Yellow Peg è stata la persona che mi ha persuasa a cucire il mio primo capo di abbigliamento (la blusa Chantilly) e non poteva che essere lei a guidarmi in questo percorso!

3- Definisci la linea dell’abito

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E’ il momento di passare all’azione!
Avete già qualche modello in mente? Per poter scegliere quello giusto per voi, e per armonizzarlo con altri dettagli come acconciatura ed accessori, potreste valutare di contattare una consulente d’immagine.
Dopo aver definito lo stile, potrete intraprendere due strade:

  • ricercare dei cartamodelli esistenti: potrete partire da un qualsiasi cartamodello, non per forza quelli per abiti da sposa. Se vi affiderete alle mani esperte di una sarta/designer, potrete poi modificarlo insieme e personalizzarlo seguendo le linee del vostro abito dei sogni.
  • creare un cartamodello personalizzato: potreste disegnare da sole il cartamodello o decidere di farvi aiutare da una designer, partendo dalle vostre misure.

4- Scegli il tessuto per l’abito da sposa DIY

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Scegliere il tessuto giusto per un qualsiasi progetto sartoriale è fondamentale ma, quando si tratta dell’abito da sposa è la vera differenza tra un’entrata trionfale e un bel buco nell’acqua.
Come fare, quindi, la scelta giusta? Ecco alcuni consigli:

  • partite da cosa c’è nel vostro cuore: vi siete sempre immaginate con un abito in pizzo o con un tessuto liscio e setoso?
  • valutate attentamente come il vostro immaginario sposi lo stile che avete scelto allo step 3. In questo fatevi aiutare da un esperto: designer e sarti sanno cosa funziona e cosa no con un modello
  • infine, affidatevi al prezioso consiglio di un negoziante di tessuti specializzato nel settore sposa: saprà aiutarvi a fare una selezione di stoffe che, come in un’orchestra ben diretta, renderanno il vostro abito una speciale sinfonia, proprio come nello schizzo.

Nella vostra zona non ci sono molti fornitori che fanno al caso vostro? Non disperate e andate oltre i confini geografici! Una video chiamata e l’invio di campioni vi permetteranno di acquistare anche da negozianti fuori zona.

5- Scegli gli accessori

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Dopo aver definito il tessuto e la linea dell’abito, potrete mettervi alla ricerca degli accessori che completeranno l’outfit del vostro giorno più bello.

  • Partiamo dai gioielli: il nostro consiglio? Rivolgetevi a degli artigiani! Quello che le loro mani riusciranno a creare vi stupirà. Sapete che il su misura non vale solo per l’abito, ma è applicabile anche ai gioielli? Immaginate accessori che si abbinino perfettamente all’abito che indosserete: una collana o un bracciale che richiami la texture del pizzo, degli orecchini con perle riprese dal vestito o, ancora, un dettaglio per i capelli. I gioielli in foto sono un regalo di Lien, Federica ha realizzato anche le nostre fedi!
  • Una pochette: anche le spose hanno bisogno di una borsa! Una bustina contenente tutto il necessario per il ritocco del trucco vi seguirà durante tutta la giornata. E perché non realizzarla da voi con avanzi di tessuto dell’abito?
  • Giocate con i capelli: acconciatura o capelli sciolti? A seconda dello stile dell’abito e della scollatura, fate delle prove.

6- Realizza il modello

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È il momento di occuparsi del cartamodello vero e proprio dell’abito. Spesso associamo all’idea di cucire un abito da sposa l’imperativo di farselo fare su misura da una sarta, ma non è l’unica opzione che abbiamo!⁠
L’abito da sposa fai da te è il sogno delle spose che pensano fuori dagli schemi, e allora perché non farlo anche quando si tratta di creare il modello?⁠
E se è vero che esistono cartamodelli commerciali anche per gli abiti da sposa, è altrettanto vero che…non è detto che siano l’unica possibilità! Pensate al vostro abito e alla linea che avete scelto e disegnato, dividetela in elementi chiave e cercate cartamodelli standard, non specifici per il mondo sposa, da cui possiate partire e modificare per concretizzare il vostro design.⁠

È qui che entra nuovamente in gioco il vostro dream team: fatevi aiutare e consigliare da un fashion designer/sarto/a esperto in modellistica che possa fornirvi i passaggi chiave per alterare le varie parti dei cartamodelli che avete trovato e creare l’abito che avete sempre sognato adattandolo alle vostre misure.⁠

Questo è quello che abbiamo fatto io e Simona: siamo partite dall’abito Bon Bon per il corpetto!

7- Fai le prove del tuo abito da sposa DIY

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Una volta preparato il cartamodello, arriva, finalmente, il momento di cucire! In pratica, dovrete realizzare il vestito utilizzando dei tessuti di prova. In questa fase, si deve ovviamente prestare attenzione più alla vestibilità che non alle rifiniture alle quali avrete tutto il tempo per dedicarvi con i tessuti finali.
In commercio esistono delle tele di prova, ma il nostro consiglio è acquistare delle stoffe molto simili a quelle definitive nel peso e nella composizione. Per esempio, se l’abito da sposa sarà in un pizzo fermo, non potrete cucire l’abito di prova con del pizzo elastico.
Dopo un primo test, ci saranno di sicuro degli aggiustamenti da fare: ricordatevi di appuntare tutte le modifiche e di riportarle poi sul cartamodello definitivo.
Quando fate le prove, è importante avere già le scarpe e gli accessori che completeranno l’outfit. Più la prova sarà realistica, meno sorprese avrete alla fine.

8- Definisci i dettagli

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Siete a un passo dal cucire l’abito dei vostri sogni ma prima di mettervi alla macchina da cucire c’è ancora un passaggio fondamentale: pianificare la confezione!⁠ Se l’organizzazione è la chiave di ogni progetto di cucito, per l’abito da sposa diventa uno step fondamentale perché vada tutto liscio!⁠
Pensate, insieme al sart*/designer che fa parte del vostro dream team, ad ogni aspetto della confezione e chiedetevi “come lo affronterò?”⁠
Prendete carta e penna e scrivete l’ordine delle operazioni aggiungendo dettagli come le tecniche che utilizzerete o le finiture scelte. Testate tutto su scarti di tessuto e annotate le impostazioni delle macchine per ogni passaggio. Fate ricerca, studiate, trovate la tecnica giusta per ogni dettaglio dell’abito: quando avrete in mano il tessuto e sarete pronte a mettervi alla macchina da cucire filerà tutto liscio e vi ringrazierete per esservi prese questo tempo per pianificare.⁠

9- Cuci l’abito da sposa DIY

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Il momento super atteso è arrivato! Finalmente si cuce l’abito vero, ma attenzione: tutto andrà nel verso giusto solo se abbiamo eseguito tutte le prove descritte negli step precedenti.
Per prima cosa: preparate la scena del crimine. I tessuti che userete non dovranno essere in alcun modo danneggiati o sporcati. Io e Simona di @the_yellow_peg_it , prima di cucire il mio abito da sposa, abbiamo rivestito tutto (pavimento e superfici vicine) con dei teli in nylon. Sembrava ci preparassimo per ritinteggiare il suo lab e invece..! Abbiamo poi accuratamente pulito le macchine per cucire, le sedie ed i mobili sui quali avremmo appoggiato le parti in costruzione dell’abito. Ci siamo anche struccate, vorrete mai macchiare di rossetto il vostro abito da sposa prima ancora di indossarlo?

  • Fate un ripasso degli step e, se necessario, appuntateli su una lavagna. Sarà divertente sapere sempre quanto mancherà alla fine! Per ciascuno step, preparate su un tavolo tutto ciò che servirà, sarà come mettere in fila gli ingredienti per una buona ricetta di cucina!
  • Prendetevi tutto il tempo necessario. Potrà capitare di sbagliare, ma sarebbe meglio evitare di scucire i tessuti delicati.

Il cucito è meditazione, cucire il proprio abito da sposa è un’esperienza unica che vi porterà lontano, pur restando sempre alla macchina per cucire. Essere in due, mi ha aiutata a trovare il coraggio di affrontare le cuciture più difficili e non perdermi d’animo se qualcosa non andava per il verso giusto. Non ci saranno mai parole che possano descrivere la gratitudine nei confronti di Simona.

10- Indossa il tuo abito DIY

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Photo credits: Fokus Studio Lab

Siamo arrivati alla fine della nostra guida per cucire il proprio abito da sposa fai da te. Wow! La nostra è stata davvero un’avventura mozzafiato!⁠
Spesso, specie per i matrimoni, ci sentiamo obbligati (da mamme, nonne, zie, amici e parenti ma anche da atelier, etichette, tradizioni…) a obbedire a delle regole prefissate.⁠
Ma vogliamo proprio essere le spose che nel giorno più importante della loro vita seguono le regole o il loro cuore?⁠

Questa guida è per noi donne sognatrici, per noi donne “alternative“, per noi donne che seguiamo il cuore, non le regole del gioco che qualcun altro ha scritto. Questa guida è per noi che crediamo che possiamo, sempre, realizzare i nostri sogni, possiamo rendere sostenibile anche l’outfit degli outfit e possiamo farlo nostro a 360 gradi. In altre parole: possiamo essere noi le vere protagoniste in un film che non parte più dalla scena dell’andare verso l’altare ma da un salotto di casa o un laboratorio in cui mani attente costruiscono un sogno da zero.⁠

Indossiamo il nostro abito con orgoglio, qualunque sia lo stile che abbiamo scelto, perché è davvero nostro!⁠

Camicia Honey di Fibre Mood

Camicia Honey di Fibre Mood

Maniche ampie, vestibilità morbida, colletto con ruches, cosa chiedere di più a una camicia? Questo pattern di Fibre Mood ha tutta l’aria di diventare uno dei miei preferiti!

Il cartamodello Honey

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Ho acquistato questo pattern molti mesi fa, ed è stato amore a prima vista. La difficoltà indicata è 3 su 5, una stellina in più rispetto all’altro cartamodello di Fibre Mood che ho cucito recentemente: la tuta Danika. Ho scaricato il pdf e dopo averlo assemblato, l’ho ritagliato. Si possono cucire due versioni della camicia: con e senza ruche sul davanti. Se si sceglie la prima verisone, davanti destro e sinistro saranno uguali e si lasceranno da parte alcune parti del cartamodello.

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Photo credits: Fibre Mood

Cotone di Sassi

Sul cartamodello, il tessuto consigliato è vario: poplin, Tencel, kino, crepe, lana e flanella. Insomma, un tessuto fermo, fantasia o tinta unita. Essendo un modello molto versatile, potrete sbizzarrirvi!

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Per realizzare la mia camicia Honey ho selezionato un cotone leggermente elasticizzato di Sassi: un atelier nel cuore di Torino in cui Alessandra disegna e produce collezioni di abbigliamento dalle linee essenziali e materiali ricercati. Sul suo shop, c’è anche la possibilità di acquistare una selezione di tessuti personalizzati, fra cui questo cotone con piccoli soffioni.

Il colletto con ruches

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Il dettaglio della camicia che più mi ha ispirata è sicuramente il colletto. E’ anche stato l’elemento più difficoltoso da assemblare. Ma tutto è filato liscio, per fortuna. Servirà della fliselina per stabilizzare uno dei due pezzi che lo compongono. E’ molto importante sceglierne una di peso medio per far si che abbia la giusta struttura.

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I polsini della camicia

Ci sono solo 5 asole e bottoni in questa camicia, perché i polsini sono fermati con delle strisce di tessuto. Potete scegliere di fare un fiocco o un semplice nodo. Anche questo è un particolare che ho apprezzato.

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Il mio armadio sostenibile è sempre più completo. Conta ormai tre camicie! Le altre due le trovate qui e qui. Vi avviso: maniche ampie e ruches ovunque 🙂 !

Tuta Danika di Fibre Mood

Tuta Danika di Fibre Mood

Era davvero ora di provare a cucire una tuta, non credete? Mi sono subito innamorata del pattern Danika di Fibre Mood per vari motivi:

  • la forma ampia dei pantaloni
  • non ha cerniere né abbottonature ma solo un fiocco sul retro
  • ha una difficoltà di 2 asterischi su 5 per cui livello quasi principiante

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Fresco lana carta da zucchero

La realizzazione di questo progetto non era pianificata ed ho usato un tessuto che avevo in casa, gentilmente donatomi da Simona di The Yellow Peg. E’ un fresco lana leggermente elasticizzato color carta da zucchero perfetto per l’autunno e la primavera.

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Il pattern e le istruzioni

Sui pattern semplici, riesco ormai a comprendere la lingua inglese e le tecniche illustrate. Ho stampato il cartamodello in A0 e l’ho poi ricalcato con la carta per cartamodelli. Con questa tuta ho finito il mio primo rotolo da 10 m, che emozione! Ho cucito una taglia 10, ma forse anche la 8 mi sarebbe stata bene, come al solito!

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Nella stampa del cartamodello della tuta Danika ho però commesso un errore: ho stampato la versione che non includeva i margini di cucitura. Li ho quindi aggiunti al cartamodello, ma qui mi è tornato utile un accessorio Prym molto furbo:

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Questo mouse segna con una rotella a gesso i margini di cucitura alla distanza desiderata. La cartuccia del gesso può anche essere sostituita con una gialla (che si acquista a parte). In più, nel caso vogliate solo segnare liberamente sul tessuto, il mouse si rimuove dall’impalcatura con rotella diventando un semplice gesso. Figo vero? Lo trovate qui.

Come è stato cucire la tuta Danika?

Assemblare i vari pezzi è stato semplice ed intuitivo. Ovviamente non ho mai imbastito, ma di spilli da queste parti ce ne sono davvero tanti! 🙂

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Mai più senza taglia e cuci

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Dopo aver collezionato un po’ di esperienze con il cucito sartoriale, posso assolutamente affermare che: non si può fare senza taglia e cuci! Inutile mentire, se volete che un capo sia ben rifinito e che non si sfilacci al primo lavaggio, il punto zig zag non basta. Serve una taglia e cuci. E’ un ottimo investimento che non vi farà avere alcun rimpianto!

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E’ un modello 4 stagioni

Potete cambiare il tessuto passando da una lana a un lino e la vostra tuta sarà perfetta anche per l’estate.

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